Toscana
I profeti del rock di scoglio
Dario Serpan
Tournée, dischi e fans in mezzo mondo. È il momento dei gruppi livornesi
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Dentro Livorno batte una cassa rullante che parla di musica underground. Provate a smentire la forza di un movimento che conta oltre 100 band ora attive in città. Azione e reazione, la fisica esorta la risposta alla crisi di chi non trova risorse per sostenere le espressioni della cultura giovanile, ma ciò non impedisce di uscire come fiori. Anche in inverno i dischi sbocciano e poi magari portano i gruppi livornesi a suonare in giro per l’Italia, l’Europa e anche oltre le Colonne d’Ercole.
Oltre a Bobo Rondelli e i Virginiana Miller, la città sforna gruppi come i Tasters, legati alla prestigiosa etichetta tedesca Nuclear Blast e i Surfer Joe & Hiss Boss Combo, icona mondiale della surf music. Dimensione rock percorsa in tutte le sue direzioni: punk, blues, metal, elettronica, e pure incroci con la musica classica o il ritorno del pop. Berlino e Londra sono due capisaldi come riferimenti, ma c’è un sondaggio del 2005 in cui la rivista “Rolling Stone” classificò Livorno come “seconda città del mondo per il rapporto tra il numero di abitanti e numero di gruppi musicali esistenti, seconda solo a Los Angeles”.
Oggi, sul sito del Tirreno esiste un blog che si chiama “Arondeband” e intercetta ogni giorno le band livornesi per dare credito alle loro doti e provare a smuovere la cosiddetta “cultura del fondo”. Ovvero tutti rinchiusi a provare in cantine o garage affittati, perché gli spazi per suonare dal vivo non sono abbastanza. Ma la musica non si ferma e allora vi parliamo dei tre dischi in uscita questo mese, dei quali è possibile un assaggio in anteprima nei video fatti da Arondeband.
“Zarastro”: il debutto dei Mandrake. “Ogni giorno è un nuovo giorno, il passato è fuoco alla polvere e stanotte potresti colorare i miei sogni”. Tradotto in italiano, è un passaggio di “Time”, secondo degli undici brani inseriti nel primo disco dei Mandrake. Questo gruppo è nato nel 2010 per unire musicisti di estrazione classica ad altri di matrice underground, come il cantante Giorgio Mannucci. Il genere percorso è un incontro tra il folk e la musica classica, pop e accademia. “Zarastro” prende il suo nome da “Sarastro”, personaggio del “Flauto magico” nell’opera di Mozart. A lui la band rende omaggio unendo la voce di Giorgio al contrabbasso di Stella Sorgente, il violino di Asita Fathi, la tromba di Mauro La Mancusa e la batteria di Dario Gentili. L’album è stato registrato allo studio Ice Factory di Livorno, dove il 6 gennaio 2012 ci sarà la prima data del tour al TeatroC.
“Una lunga notte”: ecco il ritorno dei Seed’n’Feed. A quattro anni di distanza da loro ultimo lavoro, i Seed’n’feed aggiungono un perla alla loro carriera, sbocciata a Viareggio nel 1994 e poi corsa lungo i sentieri del punk-hardcore per lanciarsi in 10 pubblicazioni e trapiantare il gruppo a Livorno con l’ingresso dei fratelli Matteo e Diego Caldari, rispettivamente basso e chitarra. Alla batteria, invece, c’è Fabio Pansini, mentre la voce calda è di Lorenzo Dinelli.
“Nautilius”: in viaggio sul sottomarino dei Le Gorille. Il nome del gruppo è tratto da una nota canzone di George Brassens, ma qui si parla di un trio strumentale che fonde jazz, classica e rock, con influenze a vasto raggio che vanno dalle colonne sonore di Nino Rota alle sonorità dei Doors. Dopo il primo album uscito nel 2008, il trio formato da Giorgio Ramacciotti, Claudio Laucci e Matteo Falleni si è esibito nel 2009 a Skopje alla “Biennale dei giovani artisti del Mediterraneo”.
Oltre a Bobo Rondelli e i Virginiana Miller, la città sforna gruppi come i Tasters, legati alla prestigiosa etichetta tedesca Nuclear Blast e i Surfer Joe & Hiss Boss Combo, icona mondiale della surf music. Dimensione rock percorsa in tutte le sue direzioni: punk, blues, metal, elettronica, e pure incroci con la musica classica o il ritorno del pop. Berlino e Londra sono due capisaldi come riferimenti, ma c’è un sondaggio del 2005 in cui la rivista “Rolling Stone” classificò Livorno come “seconda città del mondo per il rapporto tra il numero di abitanti e numero di gruppi musicali esistenti, seconda solo a Los Angeles”.
Oggi, sul sito del Tirreno esiste un blog che si chiama “Arondeband” e intercetta ogni giorno le band livornesi per dare credito alle loro doti e provare a smuovere la cosiddetta “cultura del fondo”. Ovvero tutti rinchiusi a provare in cantine o garage affittati, perché gli spazi per suonare dal vivo non sono abbastanza. Ma la musica non si ferma e allora vi parliamo dei tre dischi in uscita questo mese, dei quali è possibile un assaggio in anteprima nei video fatti da Arondeband.
“Zarastro”: il debutto dei Mandrake. “Ogni giorno è un nuovo giorno, il passato è fuoco alla polvere e stanotte potresti colorare i miei sogni”. Tradotto in italiano, è un passaggio di “Time”, secondo degli undici brani inseriti nel primo disco dei Mandrake. Questo gruppo è nato nel 2010 per unire musicisti di estrazione classica ad altri di matrice underground, come il cantante Giorgio Mannucci. Il genere percorso è un incontro tra il folk e la musica classica, pop e accademia. “Zarastro” prende il suo nome da “Sarastro”, personaggio del “Flauto magico” nell’opera di Mozart. A lui la band rende omaggio unendo la voce di Giorgio al contrabbasso di Stella Sorgente, il violino di Asita Fathi, la tromba di Mauro La Mancusa e la batteria di Dario Gentili. L’album è stato registrato allo studio Ice Factory di Livorno, dove il 6 gennaio 2012 ci sarà la prima data del tour al TeatroC.
“Una lunga notte”: ecco il ritorno dei Seed’n’Feed. A quattro anni di distanza da loro ultimo lavoro, i Seed’n’feed aggiungono un perla alla loro carriera, sbocciata a Viareggio nel 1994 e poi corsa lungo i sentieri del punk-hardcore per lanciarsi in 10 pubblicazioni e trapiantare il gruppo a Livorno con l’ingresso dei fratelli Matteo e Diego Caldari, rispettivamente basso e chitarra. Alla batteria, invece, c’è Fabio Pansini, mentre la voce calda è di Lorenzo Dinelli.
“Nautilius”: in viaggio sul sottomarino dei Le Gorille. Il nome del gruppo è tratto da una nota canzone di George Brassens, ma qui si parla di un trio strumentale che fonde jazz, classica e rock, con influenze a vasto raggio che vanno dalle colonne sonore di Nino Rota alle sonorità dei Doors. Dopo il primo album uscito nel 2008, il trio formato da Giorgio Ramacciotti, Claudio Laucci e Matteo Falleni si è esibito nel 2009 a Skopje alla “Biennale dei giovani artisti del Mediterraneo”.
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