Tia, caserme e uffici morosi milionari
Juna Goti
Lo stato rifiuta di pagare il tributo della spazzatura, voragine nei conti Aamps
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LIVORNO. Uno pensa all'aggettivo "moroso" e subito la mente vola alla grande azienda, alla piccola realtà produttiva, magari al vicino di casa. Ci sono anche loro. E la lista, in tempi di lacci stretti, si allunga di giorno in giorno. Ma se a non pagare - e che cifre - è lo Stato... L'Aamps ha stilato l'elenco (trasmesso al Comune) di tutte quelle realtà - cittadini, imprese, enti locali e statali - che ancora non hanno versato la Tia dello scorso anno, facendo così tremare le casse dell'ex municipalizzata. Crisi di liquidità, più che di bilancio, con i pagamenti ai fornitori che slittano e le preoccupazioni dei lavoratori (per lo più quelli dei servizi esterni) che crescono. E con il Comune costretto ad anticipare i soldi alla "sua" azienda. Così ecco che salta fuori che il primo creditore nei confronti della società livornese - quello che, per intendersi, paga per ultimo - è proprio lo Stato: dalla questura alla caserma dei vigili del fuoco, dalla prefettura all'Accademia Navale. A conti fatti, Aamps deve avere dai rispettivi ministeri (da cui dipendono enti e corpi) tre milioni di euro, che corrispondono alla tariffa della spazzatura non versata nel 2010. Più nel dettaglio, la società di via Bandi aspetta ancora di incassare circa 200mila euro dalla questura e dalla prefettura, 150mila dalla guardia di finanza, intorno ai 148mila euro dai carabinieri e 300mila euro dai vigili del fuoco. Non direttamente da loro, è ovvio, ma dai ministeri da cui dipendono. A mancare all'appello, stando agli ultimi dati forniti dalla società al Comune (che ne è proprietario al cento per cento), ci sono anche 900mila euro, spicciolo più spicciolo meno, in sospeso dall'esercito: negli ultimi giorni, a quanto risulta, da Roma sarebbe partito il pagamento per quanto riguarda le caserme della Folgore. Negli ultimi giorni, inoltre, sono state regolarizzate le situazioni di altri pezzi da novanta, come Asl e Accademia Navale. E questo farebbe scendere a circa 2 milioni di euro il credito che Aamps deve ancora riscuotere. Intanto il sindaco e il prefetto stanno lavorando insieme per accelerare i pagamenti di tutti gli altri soggetti. Ma ottenere i soldi dallo Stato non è come riscuotere gli interessi di una bolletta pagata con un po' di ritardo dal signor Rossi di turno. Intendiamoci: non sta certo alle singole caserme sparse sul territorio, agli uffici livornesi della questura o ai vigili del fuoco di via Campana saldare il debito con Aamps: il problema è che dai ministeri (degli Interni, della Difesa, spesso della Salute) i finanziamenti arrivano a rilento, col contagocce. Il risultato è paradossale: se il solito signor Rossi non paga la Tia scatta la mora, se lo Stato è in ritardo bisogna aspettare. E magari ripianare la crisi di liquidità con l'intervento del Comune (come avverà anche stavolta).
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