Gioco
«Restauriamo gratis i delfini di Ardenza» Parola di artigiani
Federico Lazzotti
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COMERA I delfini in ghisa tolti nel 2008 per essere ristrutturati 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Pronti a restaurare gratuitamente i delfini di Ardenza». A dirlo è il titolare di una ditta livornese che si occupa di riparazioni navali, in pariticolare quelle che riguardano le eliche di grandi dimensioni. «Facciamo lavori in ghisa simili a quelli che servono per rimettere in sesto l'opera - racconta Luciano Lorenzoni - se il Comune ci darà la possibilità di dare un'occhiata alle condizioni dei delfini sarà possibile per noi capire se possiamo recuperare la scultura e restituirla alla cittadinanza. Noi abbiamo le competenze e le mettiamo a disposizione». Il caso del cosiddetto "Complesso dei delfini di Ardenza" era scoppiato la settimana scorsa quando a distanza di tre anni dalla sostituzione dell'originale (creato alla fine dell'Ottocento) con il disegno della scultura in plexiglass, l'assessore alla Cultura Mario Tredici aveva spiegato che servivano «cento mila euro» per «restaurare l'originale e farne un calco in acciaio da rimettere lungo la balaustra». E che quei soldi al momento «non era possibile reperirli». Spiega oggi l'assessore svelando che un'altra ditta si sarebbe già fatta avanti: «Siamo disponibili e felici di ascoltare tutte le persone che vogliono dare una mano per migliorare la cosa pubblica e soprattutto le opere d'arte. Aspettiamo il titolare nei nostri uffici al più presto». Il messaggio è chiaro: noi ci siamo. A colpire è stata soprattutto la cifra che secondo l'amministrazione servirebbe per rimettere in sesto i delfini e poi farne un calco da mettere al posto dei disegni che, tra l'altro, negli anni hanno visto i colori sbiadirsi. Scrive Salvatore Favati: «Il calco delle vecchie fusioni si può fare a costo minimo usando terra e la buona volontà di una mano pratica di modelli, usando come matrice uno o più d'uno dei vecchi pezzi, certamente rovinati ma non del tutto e non tutti nelle stesse parti. Questi offrono la possibilità di ricavare impressioni delle diverse parti da accostare successivamente per realizzare un primo modello di gesso, e da questo un calco in due parti da accoppiare, per colare poi la ghisa». E il delfino è fatto.
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