Gioco
L'assessore Grassi non crede di varare il piano strutturale entro la fine del mandato
Giorgio Carlini
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Lassessore Mauro Grassi col sindaco. A sinistra Gulì e Amadio «C'è poco tempo a disposizione, dobbiamo pensare solo a lavorare» Ma l'urbanistica può condizionare la campagna elettorale del 2014
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LIVORNO. «Se dovessi scommettere dei soldi, non li punterei sull'approvazione del piano strutturale entro la fine della legislatura». Un'affermazione simile te l'aspetteresti da un consigliere di minoranza. Invece a farla, nel corso di una commissione consiliare, è nientemeno che l'assessore all'urbanistica Mauro Grassi. Ma le sue parole vogliono anche essere una provocazione. E infatti aggiunge: «Io, però, non devo fare scommesse ma solo lavorare. È difficile raggiungere il traguardo, dobbiamo impegnarci tutti quanti». «Perché se dovessimo fallire - prosegue l'assessore - sarebbe un brutto colpo inferto non solo alla maggioranza che governa, ma all'intera città». Certo è che la scadenza della primavera 2014 è davvero vicina. «Abbiamo a disposizione sei mesi di ascolto della città - spiega Grassi - per cogliere idee e alimentare il dibattito in vista del lavoro vero e proprio». Quello che dovrà fare il progettista che si aggiudicherà il bando di gara. L'idea, intanto, è quella di fissare una serie d'incontri a tema, con la partecipazione di uno o più esperti esterni, in modo da cogliere elementi di rilievo. Le tematiche individuate sono legate all'economia, alla mobilità, alla questione abitativa, al parco collinare e alle energie rinnovabili. I consiglieri apprezzano il pragmatismo dell'assessore, ma in molti mostrano preoccupazione riguardo alle tempistiche e alla necessità di intervenire su alcuni aspetti ben prima dell'approvazione del piano strutturale: due su tutti, la mobilità e l'emergenza abitativa. «L'amministratore delegato dell'Atl ha parlato del rischio di mille esuberi in tutta la Toscana - sottolinea Andrea Romano (Idv) - La mobilità va modificata subito in favore del trasporto pubblico locale». Gianfranco Lamberti (Confronto) si concentra invece sulle procedure: «In che modo si attiverà la commissione? Stiamo attenti a non innescare un meccanismo perverso che escluda il ruolo del Consiglio comunale». Dopo le perplessità sui tempi, Lamberti individua anche un'altra priorità: «Decidere ora cosa attuare strada facendo, e cosa invece inserire nel futuro piano strutturale». Un altro contributo arriva da Lamberto Giannini (Sel): «Perché non fare una verifica dell'esistente? Dobbiamo analizzare ciò che è stato fatto del "vecchio". E attenzione a dare troppo potere ai privati. Penso all'apertura dei bagni d'inverno: un'iniziativa bloccata dall'inerzia dei gestori degli stabilimenti». Scettici sulle tempistiche anche Bruno Tamburini (Pdl), Tiziana Bartimmo (Rifondazione) e Salvatore Capuozzo (Udc). «C'è il rischio di un inquinamento della prossima campagna elettorale - avverte Marco Taradash (Pdl) - con la sola bozza del piano che influenzerebbe elettori e imprenditori privati».
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