Gioco
I 100 anni del Centrale il cinema dei signori che finì abbattuto
Roberto Bovani
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Sabato 9 dicembre 1911, i due quotidiani di Livorno - Il Telegrafo e la Gazzetta Livornese - annunciano in ampi trafiletti la serata di gala prevista per l'apertura del 'Cinema Centrale' in Piazza dei Carabinieri. Il Telegrafo scrive: "Stasera verrà inaugurato questo splendido salone destinato a grandi spettacoli di famiglia, con artistiche cinematografie e con spettacolo di varietà. Questo locale messo su con gusto squisito e con eleganza straordinaria, ha tutte le comodità possibili ed è destinato ad essere sempre aperto con spettacoli di primissimo ordine. Tutto è signorile, tutto è distribuito col massimo buon senso, come mai abbiamo veduto a Livorno. Per la serata d'inaugurazione debutteranno: - Les Remy, duettisti - Mary D' Antiny, canto e danze - Ines De Roberto, romanziere - Roberto Branciforte, macchiettista comico-moderno - Lugginis, cirque-miniature, con cani, scimmie e capre ammaestrate, numero di grande attrazione. Completeranno lo spettacolo grandiose cinematografie tra cui Cavalleria Portoghese, La figlia di Iorio, e Campionato pagato caro. Direttore d'orchestra Mario Chesi Prezzi: poltrone cent. 50; secondi posti cent. 30; galleria cent. 20". Il "Centrale" è il primo locale di Livorno pensato e costruito esclusivamente per le proiezioni cinematografiche, ma viene dotato anche di un piccolo palco per i numeri di varietà. In città agli inizi degli anni Dieci funzionavano un gran numero di cinema, ma erano ormai obsoleti. Le pellicole erano divenute quasi tutte a lungometraggio e richiedevano sale appositamente attrezzate sia per quanto riguardava i proiettori che per l'accoglienza del pubblico che doveva permanervi per lungo tempo. I proprietari di questa nuova struttura sono Corrado Gragnani e Lanciotto Lazzeri, i primi imprenditori in città ad aver sempre creduto nel futuro dell'invenzione che alla fine dell'Ottocento aveva consentito di animare la fotografia attraverso i brevetti dell'americano Edison e dei fratelli francesi Auguste e Louis Lumière. Domenica 10 dicembre, la stampa locale riporta gli echi e le impressioni di questa inaugurazione. In particolare il "Centrale" viene a ragione definito "il più grandioso ed elegante salone di caffè-concerto della nostra città" e viene precisato che "il pubblico intervenuto ieri era immenso a tutte le rappresentazioni e composto dalla più distinte famiglie livornesi, che amano questo genere di spettacoli decenti e divertenti, ai quali possono liberamente assistere le signorine". Insomma un grande successo di pubblico e di critica - come si direbbe oggi - per un locale destinato a incidere profondamente l'immaginario collettivo di più generazioni di livornesi. Nel periodo natalizio e per gran parte del 1912 questo cinema-concerto monopolizza sulla stampa locale la parte dedicata agli spettacoli in città, occupando tutto lo spazio riservato di solito ai diversi cinema e in parte anche quello dedicato ai teatri Goldoni, Rossini e Politeama. Gragnani e Lazzeri, ritenendo comunque non sufficiente quanto scritto dai giornali, decidono di stampare e distribuire ogni giorno - agli spettatori presenti in sala - anche un proprio foglio pubblicitario. Il primo numero di questa piccola rivista è datato 23 novembre e la tiratura è annunciata in 5000 copie. Ovviamente intitolato "Il Centrale", questo foglio - oltre a riportare i titoli e un breve riassunto dei film in programma - pubblica articoli che trattano, ad esempio, della censura che viene arbitrariamente fatta sulle pellicole, di cinematografia a colori e del necessario rapporto tra cinema e scuola ritenendo che l'introduzione di questo mezzo visivo nella didattica scolastica renderebbe meno astratto l'apprendimento da parte degli scolari. In particolare, si pubblicizzano con evidenza le pellicole girate dagli operatori del Centrale in città; riprese che venivano effettuate durante lo svolgimento di avvenimenti locali più o meno importanti, ma che avevano richiamato la presenza di un gran numero di livornesi che si possono dunque rivedere sullo schermo di un cinema. Il Cinema Centrale assicurò la continuità dello spettacolo cinematografico a Livorno anche nei periodi più dolorosi come quelli che videro lo scatenarsi di due guerre mondiali nel breve volgere di poco più di venti anni. Dopo la seconda guerra mondiale, i livornesi che oggi hanno i capelli definitivamente grigi ricorderanno sicuramente i 'doppi' che questo cinema programmava e i pienoni che realizzava, non soltanto la domenica. Noi personalmente ricordiamo come più di uno studente ebbe modo di trovare rifugio nell'oscurità della sua sala quando al mattino aveva deciso di bruciare l'ingresso a scuola. In conclusione, per più di mezzo secolo gran parte dei migliori film prodotti in Italia e all'estero vengono proposti sullo schermo di questo salone che in questi giorni festeggerebbe il centenario se non si fosse deciso diversamente da parte delle autorità locali. All'inizio degli anni Sessanta del secolo scorso infatti, senza tenere minimamente conto della storica funzione sociale svolta per lungo tempo verso i cittadini labronici, né apprezzando sia la sua validità da un punto di vista architettonico sia l'opportunità di lasciare in vita questo cinema come memoria di quella che oggi viene definita la civiltà dell'immagine, il Cinema Centrale venne abbattuto.
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