Gioco
Carpensalda oggi vara il maxi-yacht
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A destra, i soci di Carpensalda: Bruno Lotti con la moglie Alda e i figli Gino, Luca e Alessio. Foto grande: il maxi-yacht che sarà varato stamattina L'ha realizzato "chiavi in mano" per Azimut Benetti
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LIVORNO. L'appuntamento è per stamani a mezzogiorno nel capannone (ex Fashion Yacht) in Darsena Pisana sul Canale dei Navicelli: la Carpensalda, ditta livornese con quartier generale ai "cantierini" lungo lo Scolmatore, vara nella propria unità produttiva pisana il nuovo maxi-yacht di 63 metri che ha realizzato per conto di Azimut Benetti in virtù di un accordo di partnership. Una svolta nella storia di questa società fondata quasi mezzo secolo fa da Bruno Lotti e rimasta azienda familiare (i soci sono, oltre a Bruno Lotti e alla moglie Alda, i figli Gino, Luca e Alessio) anche adesso che conta 54 dipendenti e un indotto che vale altri 70-80 posti di lavoro. E' una svolta perché Carpensalda, nata come ditta di carpenteria e saldature navalmeccaniche tradizionali nell'era del vecchio Cantiere Orlando, ha saputo tenere il passo con l'arrivo dei superyacht al posto di gasiere e chimichiere, e ha riconvertito il proprio know how diventando il principale partner locale di Azimut. Dal 2004 Carpensalda realizza gli scafi per Azimut Benetti, la novità sta nel fatto che stavolta non ci si è limitati allo scafo (interamente in acciaio) ma lo si è completato con sovrastrutture in lega leggera: «Pesa 330 tonnellate ed è stato costruito sotto la sorveglianza dell'American Bureau of Shipping», precisano da Confindustria. Il titolare Bruno Lotti ne fa un motivo di orgoglio: «Per la prima volta abbiamo realizzato un scafo completo di sovrastrutture: questo ci ha consentito di offrire al nostro principale committente, Azimut Benetti, un prodotto "chiavi in mano"». Per Umberto Paoletti, direttore della Confindustria provinciale, è questa la riprova che «il contratto di "rete" siglato nelle scorse settimane tra Azimut Benetti e venti imprese dell'indotto, grazie al coordinamento di Confindustria Livorno, stia dando buoni risultati, anche in tempi di crisi».
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