Toscana
Presa la banda che manomette i contatori
Federico Lazzotti
Blitz in un solarium, due in manette. Denunciati anche i proprietari
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LIVORNO. «Stiamo facendo una riparazione: controlliamo le fasi del contatore perché risultano difettose». Nicola Di Maio, 64 anni, e Giovanni De Martino, 53, avevano strumenti di lavoro e abbigliamento tali e quali a normali tecnici Enel alle prese con una comune riparazione quando sono stati sorpresi dai carabinieri sul retro di un centro benessere del centro di Livorno a manomettere il contatore. «Stiamo facendo una riparazione», hanno ripetuto per cercare di giustificarsi con i militari, nonostante fossero le nove di sera e non avessero titolo per essere all'interno del negozio. Secondo gli inquirenti, che nel maggio scorso hanno aperto un'inchiesta dopo la denuncia da parte di Enel che aveva segnalato una cinquantina di casi sospetti, i due, ora in carcere con l'accusa di furto di energia elettrica, farebbero invece parte di una banda che negli ultimi sei mesi potrebbe aver manomesso almeno una decina di contatori tra l'isola d'Elba, Piombino e Livorno con l'intento di abbassarne i consumi fino a dimezzarli facendo risparmiare migliaia di euro agli intestatari. Oltre ai due arrestati, altre quattro persone sono finite nei guai. Si tratta dei titolari del centro benessere livornese specializzato in lampade abbronzanti e di altre due persone, residenti all'Elba, che secondo gli inquirenti coordinati dal pubblico ministero Gianfranco Petralia avrebbero fatto da procacciatori di clienti. «Va fatta una distizione - precisano i carabinieri - tra i clienti consapevoli del furto di energia e quelli che invece sono stati raggirati, per lo più anziani, a cui la manomissione è stata fatta passare come un'offerta alla quale decedere o meno di aderire». Della prima categoria farebbero parte in particolare esercizi commerciali tra i quali un bar a Portoferraio e un ristorante a Capoliveri. Nella seconda, invece sono stati inseriti alcuni anziani ai quali durante l'estate è stato proposto l'intervento sotto forma di offerta e che adesso potranno denunciare i due falsi tecnici per truffa. «Per aderire alla promozione - vanno avanti gli investigatori - era necessario versare, una tantum, la somma di mille euro da corrispondere solo dopo aver verificato l'effettivo risparmio sulle successive bollette. Ottenuto il consenso dell'utente i falsi tecnici compilavano una serie di atti che facevano sottoscrivere all'interessato, senza tuttavia rilasciargliene copia. In un secondo momento provvedendo a visionare e taroccare il contatore senza che l'utente fosse presente. Il cliente, ricevuta la prima bolletta e appurato l'effettivo risparmio, consegnava il denaro». Ai due falsi tecnici che gli inquirenti avrebbero pedinato per mesi fino al centro benessere, sono stati sequestrati circa duemila euro in contanti e numerosi utensili con i quali avrebbero effettuato le manomissioni. «Attorno a questa indagini - concludono gli investigatori - ruoterebbe un giro d'affari di migliaia di euro. Reati simili sono stati già scoperti nel napoletano con il coinvolgimento della criminalità organizzata».
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