Italia
Alleati nel caos sullacqua pubblica
Idv isolata al voto: «Questo Pd è schizofrenico» Gulì: sempre più differenze
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LIVORNO. Basta toccare servizi pubblici e partecipate che la maggioranza va in frantumi. Questa volta a scatenare il caos è stata una modifica allo statuto comunale per la ripubblicizzazione di Asa uscita fuori da un percorso della prima commissione (a braccetto con la giunta) dopo il referendum. «Il Comune - sarebbe stata la nota da inserire - riconosce l'acqua come bene pubblico e l'accesso all'acqua come diritto universale...». E ancora: «Promuove la gestione delle risorse idriche come servizio pubblico locale privo di rilevanza economica nel rispetto di una gestione aziendale virtuosa». Ma il sindaco e il capogruppo del Pd, Massimo Gulì, fanno notare che «pur condividendo in pieno i principi e il percorso fatto in commissione», non possono votare la modifica così com'è perché «in parte in contrasto con la legge, con tanto di sentenza emessa pochi mesi fa dalla corte costituzionale». Cosimi propone di riformulare in parte la modifica, senza alterararne i principi. Ma niente. Romano si trova isolato (tutto il Pd vota contro, Del Corona esce dall'aula) e insieme a Lorenzo Del Lucchese invia un comunicato al vetriolo dove parla di «bufale» e «atteggiamento schizofrenico del Pd». Lamberto Giannini non è in aula, ma il segretario di Sel, Andrea Ghilarducci, si affretta a dire che «avremmo votato come Romano, in questa maggioranza vanno messe in chiaro un po' di cose. Noi vogliamo salvare la città e il mandato, forse qualcuno no». Lanciando l'ennesima frecciata a Gulì che inizia a essere stufo: «Strada facendo si evidenziano sempre di più certe posizioni...». Per Romano non è una gran giornata. Il consiglio si apre con un minuto di silenzio per i senegalesi uccisi a Firenze e l'ex sindaco Lamberti chiede di «dire basta ogni volta che qualcuno usa parole razziste, vi ricordate Borghezio?». Non ci vuole troppa fantasia per capire la frecciata a Romano, che lo portò in città da leghista. Ma i dipietristi hanno sempre la risposta pronta: «Qualcuno si illude che abbandoneremo la maggioranza? Si sbaglia di grosso». (j.g.)
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