Il Tirreno

Livorno

L’ex consigliere Cioni: siamo indignati

«I Comuni tralasciano i sordi hanno snobbato l'incontro»

Anna Cecchini

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 LIVORNO. Hanno aspettato mesi per ottenere un faccia a faccia con gli amministratori della Provincia e dei Comuni dell'intero territorio provinciale. L'incontro c'è stato, ma dai Comuni non si è presentato nessuno. E adesso loro si sentono davvero cittadini di serie B. A puntare il dito contro le istituzioni è Renzo Cioni, ex consigliere provinciale che collabora con l'Ens (ente nazionale sordi), che in provincia conta circa 300 persone.  «Sei o sette anni fa - dice Cioni - nel periodo in cui ero consigliere in Provincia, attivammo uno sportello provinciale destinato all'assistenza delle persone sorde». In pratica all'Urp della Provincia era disponibile un interprete che, su richiesta delle persone affette da sordità, si spostava su tutto il territorio provinciale per dare assistenza. «Questa figura - dice ancora Cioni - che ha ben funzionato al costo di circa 10.000 eruo l'anno, era fondamentale. Le persone sorde hanno chiari problemi di comunicazione e questo interprete accompagnava chi lo richiedeva dall'avvocato, in banca, da un medico».  Il servizio, a quanto spiega Cioni, è stato sospeso prima dell'estate, con in tagli del governo Berlusconi. «Con i fondi europei - spiega Cioni - hanno fatto corsi di formazione per i sordi, ma la figura dell'interprete è sparita». Così l'Ens ha fatto una proposta alla Provincia. «Per reperire quei circa 10.000 euro - dice ancora Cioni -, ma anche qualcosa meno, si possono unire le forze dei Comuni più grandi: Livorno, Rosignano, Cecina, Piombino e Portoferraio. Se ognuno desse dai 1.000 ai 1.5000 euro si potrebbe garantire l'interprete per i sordi. A settembre abbiamo presentato questa ipotesi all'assessore provinciale Mannucci, che ci ha garantito entro breve un incontro con gli assessori dei Comuni della Provincia». La riunione è slittata più volte e si è tenuta mercoledì scorso, il 14 dicembre. Ma non è servita a granché. «Si è presentato solo l'assessore provinciale - dice con un po' di amaro in bocca Cioni - e poi c'eravamo noi dell'Ens. Dai Comuni non è venuto nessuno. Nessun assessore al sociale ha sentito la necessità di garantire la presenza. È chiaro il nostro sconcerto e la nostra indignazione».  L'ente sordi si sente snobbato dalle istituzioni. «L'assessore provinciale - conclude Cioni - ha detto che a gennaio si terrà una nuova assemblea con i Comuni, ma ci sentiamo presi in giro. La cifra necessaria a garantire l'interprete è irrisoria, non si può dire che i Comuni non abbiano 1.000 euro da investire in un servizio che risolve la quotidianità dei sordi. Stiamo programmando iniziativve di protesta».

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