Italia
Scaramuccia alla Giornata dei diritti del malato
«Esami, nei casi asintomatici è normale attendere mesi»
Roberto Riu
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Da sinistra Amadei e Scaramuccia 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Le liste d'attesa sono la nostra spina nel fianco, ma in realtà non stanno aumentando, sono infatti costanti o in diminuzione, a fronte comunque di un aumento delle prestazioni erogate. Se c'è un sospetto di un problema serio in tre giorni può essere eseguito l'accertamento scrivendo urgente sulla prescrizione. Ma se per una mammografia asintomatica si aspettano cinque mesi che problema c'è?». Queste le parole dell'assessore regionale alla sanità Daniela Scaramuccia alla XXXI Giornata dei diritti del malato che si svolta ieri pomeriggio a Palazzo Granducale con la partecipazione di Filippo Alberto La Marca e di Adriano Amadei, rispettivamente coordinatore cittadino e segretario regionale del Tribunale per i diritti del malato e di Luca Menichincheri, direttore della Società della Salute livornese, mentre Marco Cannito fungeva da moderatore. La relazione di Filippo La Marca è stata centrata sulla mancata realizzazione concreta della Società della Salute, sullo stentato affermarsi dell'associazionismo dei medici di famiglia, e soprattutto sulle liste d'attesa. «Per le visite specialistiche - precisa Scaramuccia - è una questione organizzativa, come ad esempio per le visite cardiologiche in cui è necessaria una maggiore integrazione fra specialista e medico di famiglia. Riguardo alla diagnostica per immagini abbiamo una dotazione superiore alla media per qualità e quantità, ma dobbiamo darci una regolata per i consumi». L'assessore ha inoltre difeso la scelta di modulare i ticket sanitari rispetto al reddito oppure all'Isee perché altrimenti sarebbero rimaste praticamente fuori gioco le prestazioni del servizio sanitario pubblico in rapporto a quelle private.
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