Il Tirreno

Livorno

«C'è troppa paura degli africani»

Matteo Baccellini

Il vescovo Giusti punta a creare un centro di cultura

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 LIVORNO. «Dobbiamo cercare di restituire dignità agli immigrati, ma finchè sono considerati solo dei vu cumprà è difficile farlo. Per non dire impossibile. Ben vengano marce di protesta come quella della comunità senegalese di questa mattina. È anche così che si smuovono le coscienze».  Parole decise, quasi arrabbiate, quelle del vescovo di Livorno Simone Giusti, che ieri pomeriggio ha celebrato in vescovato la messa in occasione del Natale del giornalista, un'iniziativa dell'ufficio diocesano per le comunicazioni sociali e dell'Unione Cattolica Stampa Toscana.  L'uccisione a Firenze dei due senegalesi ha dato lo spunto per un'altra iniziativa. «Stiamo pensando di dar vita a un centro di cultura africana - ha aggiunto il vescovo Giusti - perché l'obiettivo è quello di non aver paura del loro modo di essere, ma di conoscerlo e magari ammirarlo. Avete mai sentito parlare di razzismo verso gli indiani? No, la loro cultura anzi è apprezzata da noi, nessuno pensa a criticarli o a denigrarli. Con gli africani ancora non va così, purtroppo. Ci sono problemi irrisolti. E poi ci meravigliamo che accadano tragedie come quella di Firenze».  Prima e durante la Messa, il vescovo di Livorno ha fatto anche gli auguri alla sua città per un 2012 migliore. Che non può prescindere da una ripresa dell'occupazione e da un rilancio dell'economia. «Quando mancano le risorse, non servono solo le tasse, anche se giuste, ma soprattutto nuovi posti di lavoro. La gente deve sapere che l'origine della crisi sta nell'alta finanza, non serve dire bugie, in questo i giornalisti devovo fare bene il proprio lavoro. Qui a Livorno mi aspetto che prenda il volo il piano del bacino di carenaggio del porto, che potrebbe portare 450 nuovi assunti. Bene il raccordo ferroviario, massima attenzione anche ai finanziamenti per la gara d'appalto dell'ospedale, non bisogna che diventi un debito per i prossimi 30 anni. Maa è dal porto che si deve ripartire».  La preoccupazione del vescovo, prima del brindisi augurale, si è estesa anche alle tante famiglie che di recente hanno perso o stanno perdendo la casa. «Ci sono 75 sfratti imminenti, situazioni complicate da risolvere. La gente non paga l'affitto non perché non vuole ma perché non ha più i soldi. Il porto è un'occasione d'oro da sfruttare per far ripartire Livorno. E da qui mi auguro che vengano intercettate anche le risorse per il rilancio fondamentale del turismo».  

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