Attenzione
La difesa: non erano incaricati di pubblico servizio, la società è privata ma ha capitale pubblico
Assolti Crocchi e Lenzi
Federico Lazzotti
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ASSOLTI. Bruno Crocchi e Bruno Lenzi erano ai vertici della Porto 2000 Imputati per non aver denunciato un dipendente di Porto 2000
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LIVORNO. «Assolti perché il fatto non sussiste». Sono da poche passate le 9,30 quando nell'aula B del tribunale di Livorno il giudice Gioacchino Trovato legge la formula con la quale assolve Bruno Lenzi e Bruno Crocchi dall'accusa di omessa querela. Gli ex vertici della Porto 2000 erano imputati perché nel novembre del 2006 quando scoprirono che un dipendente aveva fatto sparire e tenuto per sé 23mila euro destinati al conto corrente della società, decisero di non denunciarlo ma di accordarsi con quest'ultimo per rientrare del debito trattenendo parte dello stipendio. «In quel momento - era la tesi dell'accusa che ha chiesto però l'assoluzione perché il fatto non costituisce reato - Lenzi e Crocchi erano incaricati di pubblico servizio e dunque avrebbero dovuto rivolgersi immediatamente all'autorità giudiziaria per comunicare la notizia di reato». Ma non lo fecero e vennero indagati. Ma più che il comportamento di Crocchi e Lenzi nella vicenda, al centro del processo è finita la natura della Porto 2000 vale a dire se si tratti di una società privata o pubblica. Spiega l'avvocato Francesco Agostinelli, legale di Bruno Lenzi: «Il reato contestato agli imputati era quello previsto dall'articolo 362 del codice penale norma che prevede come penalmente rilevante la condotta di chi, incaricato di pubblico servizio, ometta o ritardi di denunciare all'autorità giudiziaria un reato, non punibile a querela di parte (e cioè procedibile d'ufficio ndr), del quale abbia avuto notizia nell'esercizio o a causa del servizio». E la pena massima è di 103 euro. La difesa degli imputati si è basata essenzialmente sulla tesi della natura non pubblicistica della Porto di Livorno 2000: «La società - va avanti il legale - è da ritenere privata pur essendo a capitale interamente pubblico (Camera di Commercio ed Autorità Portuale) avendo agito ed agendo tuttora iure privatorum. Quindi né Lenzi né Crocchi possono essere ritenuti soggetti incaricati di pubblico servizio. Con conseguente insussistenza del reato contestato». Aggiunge con soddisfazione Bruno Crocchi, difeso dall'avvocato Vinicio Vannucci: «Con questa sentenza si aprono nuovi capitoli. Cade il fatto che fossi strumentalmente indicato come "incaricato di pubblico servizio". Cade conseguentemente la strumentale accusa di peculato. Cadono tante cose che vorrei facessero ben riflettere su questa vicenda che ha segnato la mia vita - aggiunge facendo riferimento all'inchiesta sui presunti illeciti nella gestione della società -. Ma i conti si fanno alla fine». Tra quindici giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza. «A quel punto - spiega l'avvocato Vinicio Vannucci - potremo verificare quali argomentazioni difensive sono state accolte». Ma la formula usata ieri dal giudice lascia ben sperare i difensori.
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