Il Tirreno

Livorno

«Tutti ne parlano, la "A" ha vinto»

F.Laz.
<b>PITTORE </b>Francesco Baronti 38 anni ha esposto all&#146;ultima Biennale
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PITTORE Francesco Baronti 38 anni ha esposto all’ultima Biennale

Il pittore Baronti: l'estetica non conta quando crei dibattito

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 Francesco Baronti torna a casa dalla Biennale di Venezia, dove ha esposto, e trova un "A" gigantesca in piazza Attias. Pensa che l'arte contemporanea sia sbarcata a Livorno?  «Quello che stupisce non è la scultura in sé ma quanto se ne stia parlando in città. Vai al bar e senti quello accanto a te che si schiera tra quelli a cui piace oppure non piace. Magari fa una battuta in pieno spirito livornese: dissacrante. Ma ne parla, ha un suo pensiero. Insomma riflette sull'Arte. E questo è un risultato eccezionale soprattutto a Livorno dove se ne parla poco di Arte e spesso sempre guardando al passato, magari ai macchiaioli. Credo che l'obiettivo di Spagnoli sia produrre Arte e non di creare una polemica. La polemica è avvenuta quando l'opera è stata posata in piazza Attias e anche il cittadino si è domandato cosa sia l'Arte».  Dunque poco importa il gusto estetico?  «In questo caso non è importante se è bella o brutto. Ma l'effetto che fa in chi la guarda. Se fai una scultura e nessuno la considera allora puoi tenerla in casa per te. Invece il ruolo dell'artista è quello di creare il dibattito, di creare punti interrogativi. Prendiamo Cattelan quando ha fatto un'opera concettuale con tre bambini impiccati. Ha spiazzato il pubblico e ha creato dibattito. In questo caso è successo lo stesso».  Eppure nella lettera firmata da un gruppo di artisti livornesi c'è una critica spietata nei confronti dei detrattori dell'opera.  «Non entro nel merito di quello che hanno scritto, anche se in alcuni passaggi hanno dato l'impressione di parlare da un pulpito, ma anche questo scontro tra critica popolare e critica artistica ha dato forza all'opera: l'ha spostata dal centro della piazza al centro del dibattito cittadino arrivando ad un pubblico larghissimo».  E adesso quale saraà il suo destino?  «La cosa importante è preservarla da eventuali scritte che prima o poi qualcuno proverà a fare. Il suo scopo lo ha raggiunto facendo parlare di sé stessa. Speriamo che sia il punto di partenza per una rinascita artistica della città che con l'arte pubblica ha un rapporto tanto profondo quanto conflittuale».

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