Il Tirreno

Livorno

Ici, scoperti 600 falsi separati

Alessandro Guarducci
Una veduta panoramica del centro di Livorno
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Una veduta panoramica del centro di Livorno

Evasione sulla prima casa: il Comune spedisce gli avvisi

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 LIVORNO. Il cerchio si stringe: dei circa duemila coniugi che risultavano vivere in abitazioni distinte (le così dette residenze disgiunte), ne sono rimasti seicento su cui si concentrano ora i controlli dell'Ufficio Patrimonio del Comune: il sospetto è che si tratti di false seperazioni al solo scopo di beneficiare dei vantaggi fiscali sulla prima casa.  Per l'amministrazione comunale, dunque, si tratterebbe di un espediente utilizzato per evadere l'Ici, visto che le abitazioni in questione sono state denunciate come prime case e in quanto tali risultano essere esenti dall'applicazione dell'imposta a partire dal 2008 (ma dal prossimo anno, con l'arrivo dell'Imu, tutti i proprietari di case torneranno a pagare).  E proprio in questi giorni, il Comune sta recapitando le lettere ricognitive con le richieste di chiarimenti: ne sono state inviate già 120 e tutti le altre saranno spedite entro la fine dell'anno. I contribuenti che sono già stati raggiunti da questi avvisi, o che lo saranno presto, potranno opporsi dimostrando - documenti alla mano - la regolarità della propria posizione. Altrimenti dovranno pagare. Per ora - come fanno sapere dagli uffici comunali - siamo sempre in una fase di accertamento bonario, quindi il contribuente non in regola potrà risolvere la questione pagando semplicemente l'imposta per le annualità dovute.  Nel caso in cui, invece, il cittadino non si opponga alla richiesta del Comune e neppure paghi, la procedura andrà avanti e a quel punto il recupero dell'imposta avverrà con l'applicazione di sanzioni e interessi. A fronte di questa situazione, alcuni cittadini hanno deciso di regolarizzare autonomamente la loro posizione, utilizzando lo strumento del ravvidemento operoso che prevede una serie di agevolazioni per il pagamento: una quarantina le richieste e già 20 i ravvedimenti formalizzati che hanno portato nelle casse del Comune 77mila euro. Ma l'obiettivo dell'amministrazione comunale è ovviamente più ambizioso: in Municipio si punta a recuperare, con questa operazione, circa un milione di euro.  I controlli, come si ricorderà, sono scattati all'inizio dell'estate scorsa quando, incrociando i dati anagrafici, fu scoperto che a Livorno c'erano circa duemila famiglie dimezzate, quelle con il marito che risultava residente in un'abitazione e la moglie in un'altra con i figli. Una vera e propria montagna di separazioni, dietro le quali potevano nascondersi un metodo quasi infallibile per non pagare l'Ici: anche se nessuno dei due coniugi aveva davvero fatto le valigie, entrambe le case risultavano classificate come prima casa. L'ufficio Patrimonio ha passato all'esame tutti i casi di residenze disgiunte tra coniugi e poi ha cancellato dall'elenco coloro che avevano pagato correttamente l'Ici per la seconda casa e coloro che sono risultati effetivamente separati legalmente. Il numero dei casi sospetti è quindi sceso a 600: esiste ancora un margine di errore, ma giunti a questo punto l'amministrazione ha deciso di passare all'incasso. E quindi è stato dato il via libera all'invio delle lettere di ricognizione: le prime 120 sono già state recapitate, le altre seguiranno a breve.

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di Redazione web