Toscana
Pensioni, è tempo di conti correnti
Gianni Parrini
Stop ai contanti per chi prende più di 1.000 euro: a Livorno sono 15mila
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LIVORNO. Dal nuovo anno stop ai pagamenti in contanti delle pensioni sopra i 980 euro. È questa una delle norme (già riveduta e corretta) inserite nella manovra "Salva Italia" dal premier Monti. Coloro che percepiscono somme superiori ai mille euro, dunque, dovranno obbligatoriamente aprire un conto corrente. A Livorno sono circa 15 mila le persone interessate dal provvedimento. In realtà un piccolo passo indietro c'è già stato. Due giorni fa, infatti, l'esecutivo ha recepito un emendamento correttivo che alzava da 500 a 980 euro il limite per il pagamento cash delle pensioni, sull'onda delle proteste che si erano levate da associazioni e sindacati di categoria. Secondo una stima dell'Inps, infatti, il paletto fissato inizialmente dal governo avrebbe toccato circa l'85% dei pensionati. Alzato il limite, il problema si è risolto per molti, ma non per tutti. A storcere la bocca sono soprattutto i cittadini della provincia di Livorno, area in cui le pensioni erogate sono storicamente tra le più elevate in Italia. E così, forse già dal prossimo gennaio, i 32mila abitanti della provincia che percepiscono somme superiori (14.655 solo nel Comune di Livorno) rischiano che il canonico pellegrinaggio alle poste si trasformi in un calvario poco proficuo. Gli impiegati, infatti, non consegneranno più il denaro sonante nelle loro mani, ma si limiteranno ad accreditarlo su un conto corrente o su un libretto postale. E chi non ce l'ha, rimarrà senza soldi fino a che non si sarà messo in regola. «È un regalo che viene fatto alle banche - spiega Roberto Boschi, di Federconsumatori - Alcuni anziani ci hanno già telefonato terrorizzati da questa novità: vogliono i "quattrini" in mano, sono abituati così da una vita. La misura rischia di creare un problema serio: alcuni sono già abituati a ricevere i soldi sul conto corrente ma per quelli che vivono soli e che non hanno un figlio in grado di aiutarli a prendere dimestichezza con le banche o i libretti postali rischia di essere un dramma». Oltre a rivoluzionarie abitudini consolidate, la misura presenta anche costi non indifferenti per i consumatori (vedi pezzo a fianco): «Se Monti impone questa scelta ci possiamo fare ben poco - spiega Boschi - Ma almeno chiediamo che il ministero dell'Economia, come in parte ha già annunciato, stipuli accordi e convenzioni con gli intermediari finanziari per abbattere i costi del servizio». 100 per la spesa, 200 per l'affitto e 50 per i nipoti. L'antica abitudine di fare i "mucchietti" di denaro per organizzare la gestione economica della casa, che molti anziani praticano da anni, rischia anch'essa di andare in pensione. «Termineranno anche le tradizionali gite alle poste - prosegue Boschi - Per molti anziani erano l'appuntamento da segnare in rosso sul calendario e un'occasione per uscire di casa e socializzare con altri coetanei, ricordando i vecchi tempi e scambiando qualche battuta». C'è poco da fare: nonni e over 60 dovranno "bancarizzarsi": imparare a memoria i codici del bancomat, prendere confidenza con le tastiere digitali degli sportelli, modificare la geografia dei propri spostamenti. I fautori della proposta, sottolineano che in questo modo diminuiranno i furti fuori dalle poste (il 96% del totale secondo il presidente dell'Inps) e termineranno le code agli sportelli. Per il momento, si attende che l'esecutivo faccia chiarezza sui tempi. Trattandosi di una norma contenuta in un decreto legge dovrebbe diventare immediatamente esecutiva, ma dato che l'Inps e gli altri enti previdenziali hanno già completato l'estrazione dei dati per i pagamenti del mese di gennaio, alle Poste arriveranno i soldi per saldare in contanti sia chi ha un conto corrente sia chi non ce l'ha. Difficile, per il momento sapere cosa accadrà, anche se è probabile che la misura entri effettivamente in vigore da febbraio. Ma diamo un po' di numeri: secondo i dati riportati sul sito dell'Inps, il totale delle pensioni erogate in provincia di Livorno nel 2011 è di 105.010, con un importo medio di 867,97 euro mensili. Di queste, 32.096 sono sopra i mille euro. In Provincia i cittadini con la pensione mediamente più alta sono quelli di Piombino (1011,39 euro), mentre i più poveri sono quelli di Marciana 646,14 euro. Nel solo Comune di Livorno le pensioni erogate dall'Inps sono 46.212 (importo medio 903,67 euro), mentre i cittadini che percepiscono più di mille euro sono 14.655. A Collesalvetti, invece, i pensionati sono 4.820 (importo medio 855,72), quelli che prendono più di mille euro sono 1.493).
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