La protesta
In corteo contro la manovra
Giorgio Carlini
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Un momento della manifestazione contro la manovra Monti organizzata dai sindacati lunedì mattina Lunedì c'è stato lo sciopero generale, la rabbia dei metalmeccanici
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LIVORNO. Quasi mille persone hanno partecipato lunedì mattina alla manifestazione unitaria indetta dai sindacati di Cgil, Cisl e Uil. Un corteo imponente, per urlare il proprio no contro la manovra economica annunciata dal governo Monti. La protesta è partita alle 9 da piazza della Repubblica, per proseguire lungo via Grande, via Cialdini e via San Giovanni, per terminare alla prefettura. Erano presenti i rappresentanti sindacali locali e provinciali, ma soprattutto loro: lavoratori e lavoratrici, precari e pensionati, che al grido di «noi la crisi non la paghiamo» e «un'altra riforma è possibile», hanno marciato lungo le vie del centro. Quando la manifestazione è giunta in piazza Grande, il gruppo dei metalmeccanici, la maggior parte dei quali aderenti alla Fiom, è passato in testa al corteo, esponendo un lungo striscione con scritto «l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro» e lanciando slogan contro Monti e gli altri responsabili della manovra. I segretari di Cgil, Cisl e Uil sono stati ricevuti dal vice prefetto, esponendo le loro ragioni e le criticità dei provvedimenti che, denunciano, «sono iniqui e colpiscono le fasce più deboli dei cittadini». Non è mancato qualche attimo di tensione quando, sul finire della manifestazione, i partecipanti più esasperati hanno chiesto a gran voce un impegno deciso e costante da parte di tutte le forze sociali e sindacali.
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