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Casa popolare, la famiglia Lucarelli chiede l'abbreviato

Casa popolare, la famiglia Lucarelli chiede l'abbreviato

La sentenza nel processo a carico del difensore del Parma e dei suoi genitori (che si sarebbero separati in maniera fittizia per mantenere il diritto all'alloggio) è prevista nel mese di aprile

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Rinviata ad aprile la sentenza del processo a carico di Alessandro Lucarelli. L'accusa è di presunta truffa e falso circa la casa popolare in via dell'Antimonio. Imputati, oltre ad Alessandro Lucarelli, attuale difensore del Parma di 34 anni, i genitori Franca Bussotti di 50-51 anni e il padre Maurizio Lucarelli di 55 anni. La famiglia del calciatore ha chiesto di essere giudicata con il rito abbreviato, che consente una riduzione della pena.

Secondo l'ipotesi accusatoria la madre di Lucarelli, assegnataria dell'alloggio popolare, dal 2005 al 2007 avrebbe presentato alla Casalp (società che gestisce le case popolari a Livorno) dichiarazioni non vere sul numero dei componenti del nucleo familiare e sul reddito familiare. Nei due anni successivi, invece, avrebbe abitato non nella casa popolare, ma in un appartamento del marito da cui formalmente era separata.

In questo modo, secondo l'inchiesta della Guardia di Finanza coordinata dal pm Luca Masini, la famiglia avrebbe mantenuto la casa popolare, che sarebbe stata utilizzata anche come sede legale di una società di Alessandro Lucarelli. Secondo la magistratura, per l'alloggio i Lucarelli avrebbero pagato fino a 12,91 euro al mese, canone previsto per le famiglie che non superano redditi per circa 15 mila euro.

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di Redazione web