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Livorno

Il Palio dell'Antenna? Se non ci sono soldi andiamo a Rosignano

Le gozzette si sfidano in trasferta a Rosignano
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Le gozzette si sfidano in trasferta a Rosignano

Se a Livorno non ci sono i fondi per fare il Palio dell'Antenna, che è una delle manifestazioni remiere più suggestive, allora portiamolo a Rosignano: questo porticciolo è bellissimo

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LIVORNO. «Se a Livorno non ci sono i fondi per fare il Palio dell'Antenna, che è una delle manifestazioni remiere più suggestive, allora portiamolo a Rosignano: questo porticciolo è bellissimo, un campo di regata ideale». A lanciare la palla è Paolo Cantini, storico presidente della sezione nautica del Borgo Cappuccini. La cantina bianconera quest'anno ha rinunciato alla tradizionale gara di Natale davanti agli scali Novi Lena per organizzare il primo Palio dei Macchiaioli insieme a Cala dei Medici, Yacht Club e Comune di Rosignano. Così negli ultimi due giorni, grazie anche al lavoro dell'associazione Amici delle Barche, il mondo del remo labronico si è spostato sul porticciolo rosignanese. I rioni sono saliti su 20 gozzette a quattro remi e si sono sfidati a batterie di due equipaggi: in finale il cavallino rosso del Venezia ha battuto d'un soffio l'orca bianconera del Borgo.  Più che una regata in grande stile, la due giorni di Rosignano è stata un esperimento ben riuscito. Perché come ripete Cantini «questo porticciolo è bellissimo: a Livorno è da quando ero ragazzo che sento parlare di un porticciolo simile alla Bellana, l'avete visto?».  Il borghigiano lancia la palla, ma sono in parecchi tra le storiche cantine labroniche a guardarsi intorno ripetendo che «forse forse, quasi quasi, se mettessimo un faro qua e uno là potremmo organizzare qui lo storico Palio dell'Antenna con i gozzi a dieci remi: la cornice è ideale».  A metterci per primo gli occhi sopra è stato il fondatore dell'associazione livornese Amici delle Barche, Enrico Campanella, che negli ultimi due anni ha portato a Rosignano mostre di imbarcazioni storiche e regate del circuito velico. Con le risorse che zoppicano, la provincia è pronta a soffiarci anche il remo? «Non la vedrei in quest'ottica - controbatte Campanella - anzi è il contrario: se vogliamo salvare la tradizione remiera dobbiamo aprirci, guardare anche oltre Livorno».  «Il nostro Palio - riprende - è un marchio raro, un brand unico e originale che dovremmo esportare: ce l'abbiamo solo noi, in Italia, una manifestazione con gozzi di legno a dieci remi che si sfidano contemporaneamente. Non avrò chance, ma sogno di portare il Palio dell'Antenna all'idroscalo di Milano, per poi imbarcare i gozzi e farli gareggiare a New York».  Appassionato di vela («ho avuto la fortuna di conoscere il grande mastro d'ascia Giuliano Garfagnoli, fondatore del circolo di Antignano») ed ex vogatore («tre anni nel Sorgenti-Corea-Cigna di Orfeo "Peo" Mattei»), Campanella non si arrende e lancia l'appello alle cantine: «Guardare solo al proprio orticello non porta da nessuna parte. La prestazione sportiva è bella e necessaria, ma investiamo anche sui contenuti culturali ed esportiamo la nostra tradizione. È una chiave per salvarla». J.G.

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di Redazione web