La protesta
La Marca punta il dito: non partono gli studi medici associati e i pediatri non visitano a domicilio neanche in caso di febbre
Asl, i tempi di attesa sono da record
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Filippo La Marca Tribunale del malato: la Società della salute resta una scatola vuota
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LIVORNO. La Società della Salute è ancora una scatola vuota: c'è solo il direttore ma al posto dell'Istituzione per i Servizi alla Persona (che è stata sciolta) non c'è più nulla. Parola di Filippo La Marca, coordinatore del Tribunale per i diritti del malato (Tdm): c'è «una certa assenza» delle istituzioni comunali in fatto di tutela della salute. E' un problema soprattutto livornese, visto che in Bassa Val di Cecina e in Val di Cornia «esiste e dà risultati accettabili». Nel mirino anche i tempi di attesa troppo lunghi sul fronte della specialistica ambulatoriale: su 38 tipi di prestazioni sono non più di due i casi in cui l'attesa è al di sotto dei centi giorni e appena nove quelli in cui il cittadino deve attendere meno di 30 giorni. Senza contare che per mammografie e risonanze magnetiche i tempi di attesa ormai sono da record: praticamente sette mesi. Non basta: Il Tribunale per i diritti del malato spara a zero anche contro il fatto che i pediatri di libera scelta, eccezion fatta per pochissimi di loro, non facciano visite a domicilio neanche se i bambini hanno la febbre alta, facendosi forte della convenzione nazionale che dà loro questa possibilità di decidere. Il "Tribunale" ha in agenda per venerdì 16 la 31ª Giornata dei diritti del malato: appuntamento alle 15 a Palazzo Granducale con l'assessore regionale Daniela Scaramuccia, il direttore generale Asl Monica Calamai e il segretario nazionale Tdm, Francesco Moccia. E' guardando a quest'appuntamento che La Marca torna a insistere sulle esigenze di una sanità che non discuta solo di (nuovo) ospedale ma, anzi, siamo meno ospedale-centrica. E questo perché - avverte - il nuovo profilo professionale degli infermieri e il nuovo nuovo dei medici di famiglia potrebbe consentire di venire incontro, ma senza eccessi di ospedalizzazione, ai bisogni di una collettività sempre più invecchiata. Dito puntato dunque contro il fatto che a Livorno stenta molto a decollare l'associazionismo dei medici di famiglia: tutt'al più funzionano come ciambella di salvataggio per le sostituzioni durante le ferie invece che, come dovrebbe essere, per creare una rete di ambulatori che restino aperti durante l'arco della giornata (così da evitare di costringere i cittadini a ingolfare il pronto soccorso).
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