Toscana
«Perdiamo una persona speciale»
Giorgio Carlini
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Paoli nella redazione del Tirreno Politici, accademici e amici riuniti per l'ultimo saluto all'economista
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LIVORNO. Oltre cento persone, ieri mattina, si sono ritrovate al cimitero della Misericordia per dare l'ultimo saluto al professor Massimo Paoli, economista livornese stroncato da un infarto a 56 anni. Tra i presenti, oltre al figlio, alla moglie e ai parenti più stretti, tantissimi amici e molte autorità del mondo politico, economico e universitario del panorama toscano. Tra questi il sindaco Alessandro Cosimi, il presidente della Provincia Giorgio Kutufà, gli assessori comunali Mario Tredici e Darya Majidi, il senatore Marco Filippi, il presidente della Fondazione Cassa di risparmio Luciano Barsotti, il presidente della Camera di Commercio Roberto Nardi e tanti altri. Presente anche una delegazione del nostro giornale, con il quale Paoli collaborava da tempo, scrivendo articoli di economia, portualità, logistica e marketing territoriale. «Mi spiace molto - afferma il sindaco Cosimi - Tutti noi, giustamente, sottolineiamo le doti intellettuali e culturali della persona: senza di lui, Livorno è più povera. Ma prima di tutto Massimo era un uomo splendido, davvero speciale. La perdita umana è veramente enorme». Kutufà ricorda il contributo che il professor Paoli ha fornito per importanti iniziative della Provincia: «È stato un consulente prezioso. Partecipava sempre con entusiasmo e professionalità. Era capace di avanzare proposte di ampio respiro, che guardavano lontano nel tempo». Tanti gli interventi per l'ultimo addio al professore. «Massimo riusciva a combinare alla perfezione le conoscenze accademiche con quelle operative - conferma Nereo Marcucci, ex numero uno dell'Autorità Portuale - Per me ha rappresentato un interlocutore importante, ma prima di tutto era un amico». «Persona spontanea, naturale, piacevole - spiega Riccardo Varaldo, presidente della scuola superiore Sant'Anna - Era un professore molto amato dagli studenti. Con loro era sempre generoso. Il suo è stato un insegnamento all'avanguardia: culturale, professionale e umano allo stesso tempo». «Il piccolo miracolo di Massimo - racconta il primo direttore della scuola Sant'Anna, Francesco Donato Busnelli - è essere riuscito, con la sua libertà di pensiero e il suo entusiasmo, a coniugare Livorno con il mondo. Senza provincialismi, ma con determinazione e unione di scienza e pratica. Persone come lui sono davvero rare. Forse Livorno non si è ancora resa conto di quanto abbia perso con la sua scomparsa».
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