Gioco
Lettera al sindaco per salvare il Caprilli senza varianti
D'Alesio: no a idee fantasiose serve un'iniziativa nazionale
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Attilio D’Alesio«Solo un intervento concreto delle istituzioni potrà salvare l'ippica e i suoi ippodromi, non manovre localistiche e fantasiose idee di un loro diverso utilizzo»
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LIVORNO. «Solo un intervento concreto delle istituzioni nazionali potrà salvare l'ippica e i suoi ippodromi, non manovre localistiche e fantasiose idee di un loro diverso utilizzo». E la mente corre alla variante urbanistica ipotizzata per la Ceschina... L'ex assessore allo sport e presidente della Caprillina, Attilio D'Alesio, ha scritto una lunga lettera al sindaco Alessandro Cosimi (anche in qualità di rappresentante Anci): lo ha fatto in parte «da amico», in parte da presidente del Coordinamento degli ippodromi italiani. «Martedì scorso - scrive - in una riunione all'Assi (ex Unire) ho posto all'attenzione la gravissima situazione che attraversa il Caprilli, che dopo 115 anni di storia rischia la definitiva chiusura per le politiche scellerate portate avanti negli anni passati da commissari governativi e segretari espressione della peggiore politica clientelare nazionale». «È impensabile solo ipotizzare una simile circostanza - continua - perché l'Ippodromo intitolato al capitano Caprilli è un gioiello: curato, aperto tutti i giorni, un bellissimo parco pubblico con numerose iniziative culturali e migliaia di cittadini presenti alle corse. Si trova, unico al mondo, a dieci metri dal mare. Per non parlare degli oltre 150 cavalli alloggiati alle scuderie e delle decine di operatori». D'Alesio descrive la difficile situazione dell'ippica italiana che «da gennaio rischia di vedere la chiusura dei suoi 43 ippodromi, di cui 31 di proprietà comunale e 1 della Regione Toscana». Ed ecco la sottolineatura che boccia la variante della Ceschina: «Solo un intervento concreto delle istituzioni nazionali potrà salvare l'ippica e i suoi ippodromi, non manovre localistiche o fantasiose idee di diverso utilizzo delle strutture che sono e devono restare meravigliosi parchi pubblici, con al centro il cavallo». Così lo storico direttore dell'ippodromo torna in pista chiedendo un incontro a Cosimi «per poter avviare insieme un confronto a livello nazionale e trovare in quella sede la soluzione per il Caprilli». (j.g.)
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