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Abusi al Limoncino, nell'esposto del Comitato c'è l'ombra del voto di scambio
Negli ultimi giorni lungo la strada che porta alla discarica sono arrivate le prime ordinanze di demolizione dei fabbricati ritenuti abusivi
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LIVORNO. «Chiediamo alla magistratura di fare chiarezza, visto che la politica fa tante promesse ma da anni non dà risposte». La portavoce del comitato del Limoncino, Rosaria Scaffidi, conferma che i proprietari degli annessi agricoli hanno presentato un esposto in Procura per chiedere di fare chiarezza sulla vicenda che ormai si trascina da decenni. Negli ultimi giorni lungo la strada che porta alla discarica sono arrivate le prime ordinanze di demolizione dei fabbricati ritenuti abusivi. «Al Limoncino - dice Scaffidi - ci sono 41 segnalazioni di abuso, ma anche 101 lotti con costruzioni regolari.
La collina è a tutti gli effetti urbanizzata: perché negli anni qualcuno ha avuto i permessi e qualcun altro no?». Scaffidi riferisce di una lite al Pd di Salviano col nuovo assessore all'urbanistica, Mauro Grassi, che definisce un «giustiziere chiamato da Cosimi per tagliare la testa al comitato» e ripete che «in campagna elettorale il sindaco ci aveva promesso che avrebbe risolto la situazione». Nell'esposto, a cui sono allegati articoli di stampa e dichiarazioni di esponenti politici dell'opposizione, si chiede quindi di accertare se nell'ultima chiamata alle urne ci sia stata qualche promessa di troppo in cambio di voti.
La collina è a tutti gli effetti urbanizzata: perché negli anni qualcuno ha avuto i permessi e qualcun altro no?». Scaffidi riferisce di una lite al Pd di Salviano col nuovo assessore all'urbanistica, Mauro Grassi, che definisce un «giustiziere chiamato da Cosimi per tagliare la testa al comitato» e ripete che «in campagna elettorale il sindaco ci aveva promesso che avrebbe risolto la situazione». Nell'esposto, a cui sono allegati articoli di stampa e dichiarazioni di esponenti politici dell'opposizione, si chiede quindi di accertare se nell'ultima chiamata alle urne ci sia stata qualche promessa di troppo in cambio di voti.
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