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L'ultimo saluto della città a Furio Diaz
L’arrivo del feretro in Comune, dove è stata allestita la camera ardente, è stato accompagnato da un lungo applauso. Presenti il sindaco Alessandro Cosimi e l’ex sindaco Gianfranco Lamberti
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Stamani il mondo della politica, delle istituzioni e dell’associazionismo si è riunito in Comune per l’ultimo saluto a Furio Diaz, primo sindaco di Livorno dopo la guerra. L’arrivo del feretro in Comune, dove è stata allestita la camera ardente, è stato accompagnato da un lungo applauso. Presenti il sindaco Alessandro Cosimi, l’ex sindaco Gianfranco Lamberti e il presidente della Provincia Giorgio Kutufà. Commossi Garibaldo e Osmana Benifei (Anppia). Diaz (classe 1916) è scomparso ieri nella sua abitazione di Ardenza.
A 27 anni fu il primo sindaco di Livorno dopo la Liberazione: militante antifascista, combattente durante la Resistenza, Diaz nel 1956, dopo l'invasione dell'Ungheria da parte dell'Armata Rossa, uscì dal Partito comunista italiano passando al Psi. Da allora comunque concentrò il suo impegno sulla ricerca e sull'insegnamento della storia e della storiografia moderna alla Scuola Normale di Pisa. Nel 1993 ricevette il Premio Speciale della cultura italiana. Nel 2002 l'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, suo concittadino e amico, conferì a Diaz e a Nicola Badaloni, che gli succedette nell'incarico di primo cittadino di Livorno, la Gran croce di cavaliere.
Sottolineando la giovane età sia di Diaz che di Badaloni quando diventarono primi cittadini Ciampi spiegò: «Essa dice che Livorno allora si affidò a giovani esponenti della Livorno migliore che si rivelarono uomini di buona amministrazione, e poi diedero buona prova come uomini di pensiero e di azione. Sono miei vecchi amici, ma io consegno loro questa onorificenza perchè hanno reso onore alla città e all' Italia».
Il sindaco Alessandro Cosimi, con tutta la Giunta Comunale, esprime il cordoglio dell’intera città. "Vogliamo ricordare la capacità con cui, da primo Sindaco della città di Livorno dopo la Liberazione - scrive il sindaco Cosimi nel manifesto che sarà affisso in tutta la città in segno di lutto - Furio Diaz seppe coniugare il suo essere intellettuale e uomo di cultura con un operato concreto mai scisso dai principi dell’antifascismo e della democrazia".
A 27 anni fu il primo sindaco di Livorno dopo la Liberazione: militante antifascista, combattente durante la Resistenza, Diaz nel 1956, dopo l'invasione dell'Ungheria da parte dell'Armata Rossa, uscì dal Partito comunista italiano passando al Psi. Da allora comunque concentrò il suo impegno sulla ricerca e sull'insegnamento della storia e della storiografia moderna alla Scuola Normale di Pisa. Nel 1993 ricevette il Premio Speciale della cultura italiana. Nel 2002 l'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, suo concittadino e amico, conferì a Diaz e a Nicola Badaloni, che gli succedette nell'incarico di primo cittadino di Livorno, la Gran croce di cavaliere.
Sottolineando la giovane età sia di Diaz che di Badaloni quando diventarono primi cittadini Ciampi spiegò: «Essa dice che Livorno allora si affidò a giovani esponenti della Livorno migliore che si rivelarono uomini di buona amministrazione, e poi diedero buona prova come uomini di pensiero e di azione. Sono miei vecchi amici, ma io consegno loro questa onorificenza perchè hanno reso onore alla città e all' Italia».
Il sindaco Alessandro Cosimi, con tutta la Giunta Comunale, esprime il cordoglio dell’intera città. "Vogliamo ricordare la capacità con cui, da primo Sindaco della città di Livorno dopo la Liberazione - scrive il sindaco Cosimi nel manifesto che sarà affisso in tutta la città in segno di lutto - Furio Diaz seppe coniugare il suo essere intellettuale e uomo di cultura con un operato concreto mai scisso dai principi dell’antifascismo e della democrazia".
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