Sicurezza
«Idea originale ma proteggiamola»
Giorgio Carlini
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La grande A rossa pensata dallartista Renato Spagnoli per piazza Attias I passanti: speriamo che non la imbrattino. I commercianti: riaprire subito la piazza
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LIVORNO. E pensare che ancora non è stata inaugurata. La A di piazza Attias riceverà il battesimo ufficiale domattina, eppure è già al centro di un mega dibattito, scoppiato prima sul sito del Tirreno e proseguito poi in tutta la città. La costruzione piace o non piace? Il sondaggio sul web in apparenza parla chiaro: 2 livornesi su 3 non gradiscono l'installazione. Ma dopo il boom dei contrari nei primi giorni, i cittadini sembrano ora più attendisti. Se si trattasse di un voto sarebbe un "no con riserva". Molti hanno maturato l'idea che un giudizio definitivo sarà possibile solo con l'apertura della piazza: a quel punto la A, che ora sembra fuori posto, potrà assumere un altro valore. Anche le dichiarazioni dell'autore hanno avuto la loro importanza. Renato Spagnoli ha spiegato di aver contribuito gratuitamente alla realizzazione della scultura. Senza le preoccupazioni sugli sprechi di soldi pubblici, sarà più facile dare un giudizio incondizionato. I commercianti. Il clamore che ha accompagnato la comparsa della A stupisce i negozianti. Per loro le priorità sono altre: l'importante è che la piazza sia riaperta e in futuro mantenuta in buone condizioni. «Il vero problema è rimanere per 8 mesi con l'Attias chiusa - spiega Silvia del bar Oltre al Caffè - La A è secondaria, ma aspetterei prima di sparare a zero. Con il restauro in chiave moderna, forse il colpo d'occhio sarà migliore». «Io da qui neanche la vedo - dice Gino del negozio Tutto a 99 cent - Per noi e i nostri incassi è stato peggio essere stati ingabbiati per tutto questo tempo». Poi ironizza sulle panchine-sdraio: «Perfette sì, ma per chi le vuol saltare con lo skate». Carla, del bar Caffè in Piazza, ha invece perso la pazienza: «A noi basta che finalmente riaprano la zona. È da Pasqua che aspettiamo». «La A non mi dispiace - dice Davide, titolare di Sweet Sweet Way - la trovo originale e positiva». Maggiore indecisione da Martinelli. Matteo lancia una provocazione: «Manca una cosa in cima alla scultura: una bella telecamera. Perché c'è il rischio che sia presa di mira da vandali e graffitari». «A Pisa non ci sono più giapponesi - scherza Leonardo - vengono tutti a fotografare la grande A». I residenti. Mario ci ride su: «Ora nessuno potrà scordarsi il nome della piazza!». «Da casa ho una vista su tutta l'area - racconta Ludovica - nell'insieme si apprezza la chiave futuristica del luogo, e la A assume il suo valore». I passanti. Nadia si ferma un attimo davanti alla A rossa: «Mi piace, dona alla piazza un tocco di modernità e allegria che ci voleva proprio». Il primo pensiero di tanti livornesi è andato all'aspetto economico. «Sapere che l'autore ha prestato il suo contributo gratuitamente - chiude Fabio - mi fa rileggere l'iniziativa in positivo».
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