Gioco
Disabili e minorenni ecco i perseguitati di Carlone il super bullo
Federico Lazzotti
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CARLONE. Carlo Bastiani, 26 anni, in una foto su Facebook3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Sono stato minacciato più volte da un ragazzo che incontravo sull'autobus numero 2: pretendeva che io gli dessi dei soldi altrimenti diceva che mi avrebbe ammazzato. Parlava mimando il gesto di tagliarmi la gola. Di solito saliva da solo, ma quando giungevamo alla fermata di piazza Grande era atteso da altri suoi amici con i quali si allontanava. Da lui ho ricevuto anche telefonate durante le feste di Natale dove mi offendeva e mi chiedeva denaro». A parlare è una delle presunte vittime di Carlo Bastiani, 26 anni, meglio conosciuto come Carlone e arrestato martedì scorso dai carabinieri con l'accusa di spaccio, estorsione, rapina, minacce e violenza privata. Secondo gli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero Luca Masini, Carlone per almeno due anni, tra il 2009 e l'ottobre di quest'anno, avrebbe terrorrizzato decine di ragazzi, molti dei quali minorenni, che bazzicavano la zona di piazza Cavour, della quale era diventato una specie di super bullo circondato e spalleggiato da un gruppetto di guardiaspalle. I suoi obiettivi prediletti - si legge nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Antonio Pirato - erano persone con delle difficoltà che fossero fisiche o mentali, come l'invalido cinquantenne che aveva preso di mira sul pullman tra il gennaio e il febbraio scorso. E se non funzionava con loro si rivolgeva ai genitori. Come il giorno che ha suonato a casa di un suo conoscente minacciando la madre cardiopatica. «Se tuo figlio fa denuncia - le disse - spacco la macchina e brucio il motorino». Racconta ai carabinieri un ragazzo di 17 anni che da Carlone voleva comprare dieci grammi di hashish. «Dopo l'acquisto, avvenuto in piazza Cavour, andai alla Terrazza Mascagni dove mi dovevo incontrare con alcuni amici, aprì la confezione che mi aveva dato e mi accorsi che dentro non c'era il fumo ma un pezzo di legno». Per giorni, il diciassettenne ha cercato il pusher per avere quello per cui aveva pagato 50 euro. «Mi disse di accompagnarlo nella camera da letto nella quale alloggiava, in un albergo del centro, dove mi dette tre dei dieci grammi per i quali avevo pagato». Quello che accade dopo, per come la racconta agli inquirenti l'allora diciassettenne, è una specie di trappola. «Sono andato con Carlo e un altro ragazzo allo scoglio della Regina. Quando ci siamo seduti sulla panchina Carlo si è tolto l'orologio e mi ha detto di tenerglielo perché gli dava fastidio. Io l'ho appoggiato su un tavolo ma quando mi sono girato di nuovo non c'era più». Con questa scusa il ventiseinne inizia a ricattare l'adolescente raccontando che l'orologio gli era stato prestato, che valeva 400 euro e che voleva indietro quella cifra, altrimenti «vengo a casa tua, faccio casino e me la prendo con i tuoi genitori». Il 6 marzo 2011, due giorni dpo, il diciassettenne si presenta nella stanza d'albergo di Carlone e consegna al suo aguzzino decine di gioielli di famiglia: anelli in oro, bracciali, catenine e medaglie ricevendo in cambio il resto del fumo. Un trattamento simile a quello che Carlone ha riservato a un'altra delle sue vittime, dal quale aveva un presunto credito di 300 euro per la vendita di circa 200 grammi di droga. «Nel marzo 2010 Bastiani - racconta il ragazzo - venne a conoscenza del fatto che io avevo a disposizione la carta di credito di mio padre e minacciandomi di percosse mi ha costretto a fare acquisti per lui». Vestisti, occhiali, accessori fotografici per oltre tremila euro. «Quando mi incontrava in centro mi bloccava e mi perquisiva controllando se avessi con me la carta di credito. Se ce l'avevo mi obbligava a comprare per lui».
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