Gioco
Si è insediato il Comitato
Cinquemila firme per salvare la sanità dai tagli
Martina Corirossi
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LIVORNO. Più di 5mila firme raccolte nel giro di una settimana fra mercati e quartieri popolari. Un vero e proprio record, raggiunto dal neonato "Comitato Livornese per la difesa della sanità pubblica", che ieri si è insediato. I livornesi si sono mobilitati per dire "no" alla malasanità, ai tagli e ai disservizi. «L'intento - spiega Umberto Vivaldi, uno dei coordinatori - è rendere i cittadini protagonisti delle scelte della sanità. Non abbiamo colore politico, né legami con altre associazioni, l'obiettivo è difendere la sanità pubblica da un progressivo smantellamento». La progressiva riduzione dei servizi, la chiusura o declassazione di alcune unità operative (chirurgia pediatrica, urologia, pneumologia, rianimazione), sono soltanto un primo campanello d'allarme. «Si devono attendere 240 giorni per una risonanza magnetica neurologica, 250 per una mammografia, 90 giorni per i risultati di esami istologici e pap-test - spiega Umberto Vivaldi - così assistiamo a una fuga di cittadini verso l'area pisana e le strutture private». Una migrazione che incide sul bilancio consuntivo per circa 86milioni di euro. E poi il capitolo relativo al personale: «Nel 2010, Asl ha risparmiato - sostiene Antonio Bernardini, coordinatore- circa un milione di euro grazie ai tagli sugli operatori. Vi sono ben altri tipi di spreco da eliminare». «Un tale stato di cose - dicono all'unisono i coordinatori - rappresenta un fallimento politico, sociale ed economico per la nostra città». Il principale timore è che l'Asl, rimanga "stritolata" tra le rivendicazioni dei piccoli comuni della provincia, primi fra tutti Cecina e Piombino, e la concorrenza del colosso pisano. «Nessuna guerra - conclude Vivaldi - ma vogliamo migliori e maggiori servizi, in un sistema basato sulla centralità dell'utente».
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