Gioco
Alberi a rischio taglio allarme dei cittadini «Non li abbattete»
Gianni Parrini
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Gli alberi del parco condominiale nei pressi dello stadio che rischiano labbattimento 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Non tagliate quegli alberi». La richiesta di aiuto si leva dai quartieri vicino allo stadio Armando Picchi e a lanciarla è Mauro Rossi, vicedirettore dell'istituto musicale Mascagni. Nei giorni scorsi il maestro di flauto ha scritto una lettera al Tirreno per segnalare che a breve verranno abbattuti ben 18 pini marittimi quarantenni. «Quegli alberi sono lì da quasi mezzo secolo - spiega il 58enne livornese - e hanno sempre svolto egreggiamente la loro funzione: sono un piacere per la vista, contribuiscono a mantenere l'aria più pulita e forniscono frescura durante i mesi estivi». Dei 18 pini destinati alla ghigliottina della motosega, 10 insistono su un terreno privato, i cui proprietari hanno già ottenuto le necessarie autorizzazioni per provvedere all'abbattimento. Gli altri, invece, fanno parte di un parco condominiale su cui si affacciano diversi stabili. Ebbene, i residenti si sono divisi sulla sorte dei giganti dalla chioma verde: alcuni sono favorevoli a sostituirli con alberi meno ingombranti, mentre un gruppo (capitanato da Rossi) si oppone a questa triste ipotesi. «Se gli alberi fossero malati o pericolanti ci sarebbe una ragione inconfutabile - prosegue Rossi - Questi invece sono sani ma hanno radici che si muovono secondo criteri a noi sconosciuti, possono far cadere le pigne e sporcare con i loro aghi di pino. I disagi che oggi arrecano superano per qualcuno i vantaggi che portano a tutto il quartiere». E poi ci sono i paradossi della cosiddetta "riqualificazione" prevista dal regolamente del verde, che secondo Rossi obbliga a sostituire i pini con alberi di prima grandezza, ma che tali appaiono solo in potenza. «Dovrebbero mettere dei cipressi - spiega il maestro - Ma quelle che verranno sistemate sono delle piante giovani, alte al massimo un paio di metri. Passeranno decenni prima che diventino grandi, sempre ammesso che attechiscano». Insomma, il taglio del verde non piace, nonostante gli occasionali disagi: «Un paio di anni fa un pino cadde su una macchina - racconta Rossi - Ma si tratta di fatti che capitano una volta ogni lustro. E i danni, se vengono divisi fra tutti i residenti, non superano le 40 euro l'anno. Credo che la vita di un albero valga molto di più». Rossi esprime un ultimo desiderio: «Vorrei che l'abbattimento fosse seguito da una cinepresa e che la registrazione venisse spedita nei luoghi devastati dall'alluvione, per far vedere che anche a Livorno facciamo la nostra parte per degradare quella natura che temporaneamente ci ospita».
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