Gioco
Il ricordo di Emanuele Rossi
Emanuele Rossi - Costituzionalista del Sant'Anna di Pisa
Chi lo ha conosciuto personalmente, non può non essere rimasto colpito ed affascinato dal suo stile umile e rispettoso delle persone
2 MINUTI DI LETTURA
Con la scomparsa di Massimo Paoli la nostra città perde molto, forse più di quanto riesca a rendersi conto in questo momento. Massimo non era solo l’uomo di scienza, sebbene fosse tra i massimi conoscitori della sua materia in ambito nazionale; né era soltanto lo studioso capace di confrontare i temi di studio con la conoscenza precisa e puntuale della realtà sociale ed economica di tutto il nostro Paese, come anche del nostro territorio.
Oltre a tutto questo, Paoli era un grande appassionato dei temi che studiava e praticava, al punto da risultare talvolta difficile distinguere in lui la dimensione dello studioso da quella del “politico”: di un politico che sebbene non praticando (o non praticando più) la dimensione partitica sapeva essere protagonista della vita collettiva con la forza delle idee e con le sue visioni strategiche sul futuro che ci aspetta. E nel far questo, anzi forse proprio per questo, non guardava agli interessi di parte né adottava quello stile necessario per compiacere ai potenti di turno: diceva quello che occorreva dire, senza sconti né giri di parole, sapendo che la vera politica è scambio e confronto tra idee e prospettive, non tra tattiche dal fiato corto.
Eppure, chi lo ha conosciuto personalmente, non può non essere rimasto colpito ed affascinato dal suo stile umile e rispettoso delle persone, dalla considerazione profonda che aveva degli altri e dei loro percorsi, cercando sempre di mettere la propria persona un passo dietro agli altri: lo stile burbero e sferzante del conferenziere lasciava il posto alla profonda umanità dei rapporti umani. Ora che ci ha lasciato, ci dobbiamo rendere conto di quanto la nostra città abbia poco valorizzato le sue competenze e la sua passione civile: ed era un pensiero che forse aveva anche lui, sebbene si guardasse bene dal renderlo esplicito.
Questo ci dovrebbe far riflettere, e dovrebbe indurci a cambiare registro, perché di persone che, come Massimo, hanno le idee e la passione per migliorare la nostra qualità di vita non ce ne sono molte. Per questo ci mancherà, e a me mancherà la sua amicizia e il suo costante stimolo intellettuale. A lui, grande conoscitore della portualità, spero si aprano ora le porte per approdare in un porto di serenità e di pace, come ha meritato nella sua vita a servizio del bene comune.
Oltre a tutto questo, Paoli era un grande appassionato dei temi che studiava e praticava, al punto da risultare talvolta difficile distinguere in lui la dimensione dello studioso da quella del “politico”: di un politico che sebbene non praticando (o non praticando più) la dimensione partitica sapeva essere protagonista della vita collettiva con la forza delle idee e con le sue visioni strategiche sul futuro che ci aspetta. E nel far questo, anzi forse proprio per questo, non guardava agli interessi di parte né adottava quello stile necessario per compiacere ai potenti di turno: diceva quello che occorreva dire, senza sconti né giri di parole, sapendo che la vera politica è scambio e confronto tra idee e prospettive, non tra tattiche dal fiato corto.
Eppure, chi lo ha conosciuto personalmente, non può non essere rimasto colpito ed affascinato dal suo stile umile e rispettoso delle persone, dalla considerazione profonda che aveva degli altri e dei loro percorsi, cercando sempre di mettere la propria persona un passo dietro agli altri: lo stile burbero e sferzante del conferenziere lasciava il posto alla profonda umanità dei rapporti umani. Ora che ci ha lasciato, ci dobbiamo rendere conto di quanto la nostra città abbia poco valorizzato le sue competenze e la sua passione civile: ed era un pensiero che forse aveva anche lui, sebbene si guardasse bene dal renderlo esplicito.
Questo ci dovrebbe far riflettere, e dovrebbe indurci a cambiare registro, perché di persone che, come Massimo, hanno le idee e la passione per migliorare la nostra qualità di vita non ce ne sono molte. Per questo ci mancherà, e a me mancherà la sua amicizia e il suo costante stimolo intellettuale. A lui, grande conoscitore della portualità, spero si aprano ora le porte per approdare in un porto di serenità e di pace, come ha meritato nella sua vita a servizio del bene comune.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google