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Livorno

Il cordoglio del sindaco Cosimi per la scomparsa di Massimo Paoli

Il cordoglio del sindaco Cosimi per la scomparsa di Massimo Paoli

C’eravamo sentiti in questi giorni per organizzare una sera da passare insieme con leggerezza, facendosi gli auguri e parlando di grandi problemi, dei problemi della città

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Che cosa dire di un evento come questo? Le parole non riescono a esprimere il dolore , la sorpresa, e la sensazione di ingiustizia. C’eravamo sentiti in questi giorni per organizzare una sera da passare insieme con leggerezza, facendosi gli auguri e parlando di grandi problemi, dei problemi della città, ma senza perdere l’occasione per fare insieme qualche risata. La morte di Massimo è uno di quegli eventi che ti fanno riflettere davvero. Purtroppo davanti ad un evento come questo, a niente servono la nostra stima, il nostro affetto, i riconoscimenti che ha raccolto in questi anni, la sensazione ogni volta che ci parlavamo di avere davanti una persona di una onestà intellettuale elevatissima.

Massimo affrontava ogni tema con la serietà dello studioso ed anche con la capacità di guardare verso il futuro rompendo gli schemi di una riflessione che fosse conformista. Qualche volta al limite della provocazione, ma sempre con quel ruolo di autoironia che faceva del suo pensiero un modo per sentirsi insieme agli altri. Una persona appassionata, che si era portata dietro questa caratteristica da livornese di non essere mai paludata. Eppure ne aveva motivo perché il suo curriculum gli avrebbe consentito di guardare dall’alto molti che spesso con minore passione assumono atteggiamenti didattici verso tutto e verso tutti.

Era quasi un gioco che lo divertiva, venirti a trovare con le bermuda, scherzando sul suo ultimo testo che aveva scritto con un rigore che sicuramente contrastava con questo suo modo di rappresentarsi con le persone alle quali era affezionato. Il contributo che ha dato in questi anni alla sua città è stato elevatissimo, con le cose che ha scritto, con gli incontri che ha fatto, ma soprattutto trasudava da questo l’affetto verso Livorno e i livornesi. Massimo aveva avuto un percorso prestigioso ma faticoso. Aveva dovuto conquistarsi uno spazio, partendo da una situazione che non era certo quella di un maggiorente, ed anche per questo, ancora di più, apprezzava e veniva apprezzato da tutti.

La sua perdita è per la città una perdita gravissima. Di questa sua memoria, del suo lavoro, dell’affetto della città verso di lui, la sua famiglia deve andare orgogliosa e spero che nel dolore possa avvertire l’affetto di molti livornesi che non solo lo hanno stimato, ma hanno apprezzato tantissimo questo suo modo di essere. In maniera non formale un abbraccio ai suoi cari ed un impegno da parte dell’Amministrazione di fare in modo che possa essere ricordato a futura memoria dalla città.

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