Gioco
Stop alle indennità per le circoscrizioni Presidenti increduli
Matteo Baccellini
Non è ancora certo se la riforma li riguardi «Ma faremo il nostro lavoro anche senza soldi»
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LIVORNO. Nella sforbiciata ai costi della politica voluta dal governo Monti, potrebbero rientrarci anche loro, i presidenti delle cinque circoscrizioni di Livorno, i quartieri nei quali è ripartita la città secondo l'articolo 44 dello statuto comunale. In realtà non c'è ancora una certezza che le indennità per i presidenti delle circoscrizioni, che comunque cesseranno di esistere nel 2014 con la scadenza del mandato comunale, vengano cancellate entro la fine dell'anno. In soldoni, si tratta di 2400 euro lordi al mese, che diventano 1.200 per chi già possiede un altro lavoro. Per molti si tratta di un lavoro a tempo pieno, speso in riunioni, telefonate, servizi da garantire alla gente in materia di manuntenzione stradale, sostegno alle associazioni, alle stesse scuole. «La questione centrale da chiarire è se le circoscrizioni siano o meno enti territoriali - spiega Federico Pini , presidente della circoscrizione 4, quella che comprende le periferie est della città più Colline, - Il comma 22 dell'articolo 23 del testo della riforma Monti parla infatti di nessuna forma di remunerazione o indennità per le cariche, uffici o organi di natura elettiva di enti territoriali non previsti dalla Costituzione. Noi però siamo emanazioni del Comune, cioè amministratori pubblici, non enti territoriali. E se l'obiettivo è tagliare i costi della politica con la nostra indennità, rispondo che a ogni singolo livornese costiamo un caffè corretto all'anno». Da lunedì mattina è scattato un giro di telefonate tra i vari presidenti circoscrizionali della città. «Tutto questo mi sembra assurdo - dice Daniela Bartalucci , della circoscrizione 1 (perfieria Nord) - non sono certo i nostri costi a gravare sui bilanci. Per chi ha già un lavoro come me, è di fatto un rimborso spese, detratte le imposte. Attendiamo l'interpretazione della norma, comunque. E lavoreremo anche senza avere l'indennità». Già la legge 42 del 2010 aveva soppresso di fatto le circoscrizioni. Ma adesso il rischio è la cancellazione delle indennità ai presidenti. Il gettone ai consiglieri è di 27 euro lordi. «Noi crediamo nel decentramento e nel nostro lavoro - dice Monica Ria, presidente della circoscrizione 2, quella del centro e del quartiere Venezia - siamo caduti da 2.000 piani appena abbiamo saputo della riforma, ma in attesa di capire cosa accadrà, siamo certi che faremo il nostro lavoro da qui al 2014 anche senza riscuotere. E questo nonostante ogni nostra azione comporti responsabilità civile e penale, con un bilancio che arriva a 70mila euro annui, malgrado un budget di 20mila. Facciamo tanto per i cittadini, a partire dalle strade, dalla scuola, agli anziani». Il dubbio sulla valutazione dell'articolo della riforma è anche di Giovanni Battocchi , presidente della circoscrizione 3. «Aspettiamo i decreti attuativi della riforma nel giro di poche settimane. Noi siamo stati eletti dai cittadini e non siamo enti territoriali, ma emanazioni dei Comuni. Questo è certo».
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