Il Tirreno

Livorno

L’uomo, 55 anni, è un ex militare dell’esercito. Il sospetto è che abbia commesso quattro colpi in tre mesi

Rapinatore bloccato dai dipendenti

Rapinatore bloccato dai dipendenti

Ha minacciato i cassieri con una bottiglia florescente: «I soldi o brucio tutto»

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 LIVORNO. «Appena è entrato l'abbiamo riconosciuto: era lo stesso che un mese e mezzo fa aveva portato via 6mila euro». In mano una bottiglia di plastica con dentro un liquido bluastro. Come lo scorso 12 ottobre poche parole. «Datemi i soldi altrimenti dò fuoco a tutto». Stavolta i dipendenti della banca hanno reagito: lo hanno inseguito e braccato prima che sul viale Ippolito Nievo arrivasse la polizia.  Il presunto rapinatore seriale si chiama Tudor Rusu, ha 56 anni, è di origine romena, vive a Livorno dal 2003, ora nella zona di Barriera Garibaldi e nel portafoglio gli investigatori gli hanno trovato una foto nella quale indossa una divisa dell'esercito del suo Paese e un tesserino dell'Agip, azienda nella quale potrebbe aver lavorato prima di restare disoccupato.  Ieri, intorno alle 14,30 è entrato nella filiale di Banca Intesa, ha minacciato i cinque dipendenti che erano all'interno del salone brandendo la bottiglietta piena di presunta benzina, ma quando il direttore e un cassiere hanno reagito ha cercato di scappare. «Ho visto due persone che inseguivano un signore brizzolato sulla cinquantina», racconta il benzinaio che gestisce l'area di servizio lungo viale Ippolito Nievo. Nel frattempo dalla banca è stato lanciato l'allarme. «C'erano due macchine della polizia nella zona», spiegano dalla Questura raccontando l'intervento lampo. Pochi istanti più tardi sul viale Ippolito Nievo sono arrivati quattro agenti. «Ha cercato di scappare - ricordano alcuni testimoni - c'è stata una collutazione, poi è arrivata la polizia è hanno immobilizzato il rapinatore dentro a una fioriera lungo la strada». Uno dei dipendenti della banca, catturato il bandito, ha avuto un malore, tanto che è dovuta intervenire un'ambulanza della Misericordia. «Stato di agitazione», spiegava dopo la visita uno degli infermieri.  È confrantando la descrizione dell'autore dei quattro colpi avvenuti in città dal 7 settembre ad oggi: corporatura robusta, bottiglia come arma e uno scooter sulla strada per la fuga, gli inquirenti sospettano che si possa trattare della stessa persona. «Adesso però lo dobbiamo dimostrare», spiegano gli investigatori.  In tutto, il bandito avrebbe rubato circa 15mila euro in contanti e 500 sterline, portate via lo scorso 7 settembre dalla Cassa di Risparmio di Firenze in via della Libertà. Ieri sera gli agenti della polizia sono andati a caccia di prove nell'appartamento dell'uomo con la speranza di trovare conferme all'ipotesi di aver catturato il rapinatore seriale. Determinante, in questa direzione, sarà il riconoscimento a cui saranno sottoposti i dipendenti delle cinque banche derubate.

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