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Livorno

Preso il super bullo di piazza Cavour

Preso il super bullo di piazza Cavour

Giro di spaccio, estorsioni e minacce a disabili e adolescenti: due arresti

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 LIVORNO. Era diventato una sorta di boss del quartiere: temuto e rispettato. Il suo potere lo esercitava estorcendo denaro e gioielli attraverso minacce e insulti. Ma le sue prepotenze non erano lanciate a caso. Infatti sceglieva vittime che sapeva di poter sopraffare facilmente: più giovani, ma anche più deboli fisicamente o più timide psicologicamente, tanto che tra i suoi obiettivi preferiti era finito anche un disabile intercettato sul pullman e vessato per mesi.  Due anni, tanto sarebbe andanto avanti il racket gestito - secondo gli inquirenti - da Carlo Bastiani, 26 anni, arrestato dai carabinieri. L'inchiesta, coordinata dal pm Luca Masini, farebbe luce su una presunta organizzazione gestita da Bastiani, conosciuto nei dintorni di piazza della Repubblica e piazza Cavour come "Carlone", per la sua stazza imponente: un metro e novanta per un centinaio di chili.  Tutto è partito da un arresto per spaccio di un ventenne livornese, Artur Seifert, origini russe, sorpreso durante un servizio antidroga a vendere ciare marijuana.  Da qui i carabinieri hanno ricostruito da dove veniva la droga e perchè la vendeva. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, era stato Bastiani a obbligare, sotto minaccia, Seifert a spacciare 250 grammi di marijuana in piazza e a fornirgli una parte del ricavato.  Da qui si è aperto l'orizzonte più largo: dagli interrogatori ad altri ragazzini che frequantano la zona, intercettazioni telefoniche e appostamenti è emerso che Bastiani estorceva denaro e gioielli alle sue vittime: cinque quelle accertate. Le sceglieva tra coloro che frequentavano bar e sale-giochi della zona. Avrebbe per esempio obbligato un diciottenne a comprargli un costoso paio di occhiali Ray ban costringendolo a rubare la carta di credito del padre. Ma avrebbe telefonato anche a casa delle vittime, alcune volte minorenni, minacciando i ragazzi.  Nelle venticinque pagine che compongono l'ordinanza di custodia cautelare eseguita martedì se ne leggono alcune: «Se non mi paghi, ti brucio il motorino», oppure «Se suo figlio non mi porta i soldi vengo lì e lo ammazzo». Infine le prepotenze nei confronti di un disabile con problemi mentali che aveva notato sempre sullo stesso autobus: anche a lui minacce e richieste di contante. L'indagine - confermano gli inquirenti - non è chiusa. L'obiettivo adesso sono i ragazzi che spalleggiavano il baby-boss.

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di Redazione web