Toscana
Marson: sbagliato il bando urbanistico
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Lassessore regionale allurbanistica Anna Marson L'assessore regionale si mostra perplessa e segnala «alcune anomalie»
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LIVORNO. L'assessore regionale all'urbanistica Anna Marson esprime forti perplessità sulla correttezza del bando di gara, che scade il prossimo 15 dicembre, con cui il Comune intende affidare la revisione del nuovo piano strutturale e regolamento urbanistico. A sollevare la vicenda, la settimana scorsa, era stato Marco Taradash, consigliere Pdl. Secondo Taradash la "stranezza" è inclusa nel paragrafo 1 del punto 5 del disciplinare di gara: il primo requisito che viene richiesto ai concorrenti per ottenere l'incarico è l'aver fatturato - nel periodo 2006/2010 - un importo di 3.555.000 euro più Iva. Ecco, per Taradash tanta precisione sarebbe dovuta al fatto che l'amministrazione avrebbe già individuato il professionista a cui affidare l'importante incarico. Un dubbio pesante, quello insinuato da Taradash, che insieme al collega Alberto Magnolfi (Pdl) ha presentato un'interrogazione in consiglio regionale. Che l'assessore Marson abbia "preso a cuore" la vicenda del piano strutturale di Livorno lo dimostra anche il fatto che a metà pomeriggio ha fatto diramare - contrariamente a quanto avviene di solito per le discussioni che avvengono in consiglio regionale - una nota che porta la sua firma e che riassume le perplessità avanzate da Taradash e Magnolfi. E che in parte le fa proprie. «In effetti - scrive l'assessore regionale - la formulazione dei diversi requisiti può suscitare una certa perplessità, in particolare il requisito indicato alla lettera E del disciplinare, concernente l'aver svolto incarichi di responsabile di procedure di valutazione ambientale strategica o di altre valutazioni ambientali. Si può comunque osservare che la stesura di un bando per la redazione di un piano strutturale non è poi così frequente e che quindi e' possibile che siano sfuggiti alcuni contenuti impropri». In parole povere: forse il Comune ha peccato per inesperienza. Ma il peccato resta. Che l'assessore abbia preso sul serio le considerazioni dei consiglieri Pdl lo dimostra il fatto che ha interpellato il Cnappc (Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori). «Che mi fa notare - si legge nella nota di Marson - che sono state riscontrate ulteriori anomalie». E poi snocciola esempi concreti, che mostrano come il bando preparato dal Comune sia stato visionato con attenzione. Ad esempio nel disciplinare viene richiesta la disponibilità di figure professionali per le prestazioni specialistiche di supporto, senza specificare tipologie, titoli di studio e grado di professionalità. Per i raggruppamenti temporanei, inoltre, non sono indicati espressamente i requisiti in capo alla mandante e quelli in capo alla mandataria, con problemi per le necessarie dichiarazioni da fornire. Terminata la tirata d'orecchi al Comune l'assessore regionale segnala però che eventualmente a vedersela con l'amministrazione labronica siano gli stessi professionisti. «Il Comune è un ente autonomo, che ha pari dignità costituzionale della Regione, e in quanto tale pienamente responsabile dei propri atti, della cui legittimità risponde direttamente - conclude Marson -. I soggetti in primis interessati sono i professionisti, che possono intervenire sia individualmente che attraverso i loro ordini».
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