Il Tirreno

Livorno

"Carlone" e la fissazione per i soldi

F.Laz.
<b>CARLONE.</b> Carlo Bastiani, 26 anni
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CARLONE. Carlo Bastiani, 26 anni

Fisico da rugbista e un passato burrascoso tra carcere e aule di tribunale

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 LIVORNO. Un metro e novanta per quasi cento chili, gli occhi verdi arrabiati col prossimo, la mascella da duro, la cresta tenuta alta dalla cera e un paio di piercing da sfiorare, come in un tic, quando non si ha niente da fare. Chi ha avuto a che fare con "Carlone", come lo conoscono e lo temono tra piazza Cavour e piazza della Repubblica, racconta della sua fissazione per i soldi e di quel fisico da rugbista che usa come un'arma per incutere timore.  La sua regola in strada è semplice: prendere qualcosa da tutti quelli che gli capitano a tiro per avere sempre denaro in tasca. «Bastava anche un euro - hanno detto uno dopo l'altro la ventina di ragazzini taglieggiati per anni - ma quello lo pretendeva. E se non glielo consegnavi non ti lasciava in pace». Una teoria che ha continuato ad applicare quando, con il passare del tempo, la posta è inziata a salire. «Un adolescente è stato costretto a portargli i gioielli di famiglia», si legge nell'ordinanza. Un altro a rubare la carta di credito del padre per comprare al suo aguzzino un paio di occhiali da sole all'ultima moda. Di episodi come questo i carabinieri ne hanno registrati decine. Ma quello che forse chocca di più entrando nel "sistema Carlone" sono le conversazioni registrate dai carabinieri nelle quali il ventiseinne minaccia le sue vittime e i loro genitori. «Ti taglio la gola», se non mi porti quello che ti ho chiesto «te la faccio pagare, vengo là e ti ammazzo» e se non trovo te «me la prendo con i tuoi genitori».  Un clima di terrore che Carlo Bastiani sembra aver costruito negli anni prima dentro casa e poi con le persone che nel corso del tempo gli sono state più vicine. A cominciare dalle fidanzatine e dalla nonna, quest'ultima molto affezionata al nipote ma che nel 2007 dopo l'ennessima violenza subita decise di denunciarlo. Dopo quell'episodio i due si trovarono in aula durante il processo: era il 9 maggio del 2008. In quell'occassione Carlo e la nonna, parte lesa nel processo si trovarono faccia a faccia e dopo la deposizione, la donna andò dal nipote e lo abbracciò. Un scena che in tribunale ha fatto commuovere e dalla quale, in molti, speravano che potesse nascere una speranza. Bastiani, in quell'occasione venne condannato a due anni e mezzo di carcere. I primi di novembre di quest'anno "Carlone" si era allontanato da Livorno nonostante su di lui pendesse un mandato di cattura. È stato rintracciato a Viareggio dalla polizia e trasferito nel carcere delle Sughere. È qui che martedì mattina è stato raggiunto dall'ordinza di custodia cautelare.

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di Redazione web