Gioco
Ticket non pagati, arrivano gli esattori
Anna Cecchini
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Persone allo sportello del Cup (foto di archivio) L'Asl si affida ad Equitalia per la riscossione coatta anche di prestazioni non disdette
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LIVORNO. L'Asl dà la caccia ai debitori. E ne ha molti, visto che negli anni non ha mai proceduto alla riscossione coattiva. Il credito è stato accumulato perché alcuni cittadini non hanno pagato i ticket sanitari, nonostante abbiano usufruito dei servizi, o non hanno disdetto le prestazioni prenotate. Diciamo che finora l'Asl ci è passata sopra. D'ora in poi no. L'azienda sanitaria ha infatti affidato a Equitalia il servizio di recupero crediti. La decisione di "fare cassa" è stata presa nei giorni scorsi, con la determinazione 627 firmata il 22 novembre dal direttore generale Monica Calamai. Nel documento si legge che «l'Asl 6 vanta un volume di crediti maturati nell'espletamento della propria attività istituzionale in particolare per l'erogazione di prestazioni sanitarie, riferite a diverse annualità». In parole povere l'azienda fa capire che i soldi che deve avere dai cittadini sono davvero molti. Non possiamo quantificarli, visto che l'Asl, nonostante le ripetute richieste, fino a tarda sera non è riuscita a fornire un dato relativo alla cifra totale dei crediti che vanta, né al numero indicativo di debitori. Detto questo, è la stessa Asl, nella determinazione, a spiegare che fino ad oggi l'attività di recupero crediti era per così dire aleatoria. Si legge che, in caso di mancato pagamento di ticket per esami o visite (quelle pubbliche, non quelle in regime di intramoenia) o in caso di mancata disdetta della prestazione, era l'Ufficio tecnico amministrativo che procedeva a un primo sollecito, «trasmettendo in caso di perdurante inadempienza le pratiche al'Ufficio affari generali». Finora, secondo prassi, questo Ufficio inviava un ulteriore sollecito, ma è la stessa Asl che nel documento ammette che ad oggi «non è stata esperita alcuna azione esecutiva». Nel senso che l'Asl non ha mai recuperato in modo coattivo i crediti che vantava. D'ora in poi lo farà Equitalia. E lo farà da subito, visto che nella determinazione si precisa che il provvedimento è «immediatamente eseguibile stante l'estrema urgenza di attivare il servizio». Le spese di procedura da richiedere agli utenti per mancata disdetta prestazioni o mancato pagamento ticket vanno da 10 euro (per crediti fino a 100 euro) a 40 euro (per crediti superiori a 500 euro). Le cifre sono elencate nel dettaglio nella tabella a fianco. Da sottolineare che queste cifre - questo l'Asl lo fa sapere - sono da sommare all'ammontare del ticket non pagato. Cioè, il cittadino debitore, dovrà pagare all'Asl il ticket non pagato a cui si somma la mora delle spese di procedura. Nel documento approvato da Asl si chiarisce inoltre che «l'attività della Equitalia comprende l'attivazione delle procedure di esecuzione forzata previste dalla normativa vigente, ivi compresi il fermo amministrativo dei veicoli di proprietà del debitore nonché l'iscrizione ipotecaria sui beni immobili e il pignoramento di beni e di crediti presso terzi». Il servizio di riscossione coatta è appena partito. In pratica, d'ora in poi una volta che Asl avrà accertato di dover avere dei soldi da un utente provvederà, come fatto finora, ad un primo sollecito. In caso il cittadino decida di saldare, o dimostri (tramite ricevuta) di aver già regolarmente pagato, il procedimento terminerà. Altrimenti l'Asl 6 passerà tutta la documentazione relativa a quel caso a Equitalia, che invierà solleciti ai cittadini, fino ad arrivare al pignoramento dei beni. Da sottolineare - anche questo l'Asl l'ha fatto sapere - che d'ora in poi pagheranno la sanzione per mancata disdetta della prestazione o mancato pagamento ticket anche le persone che godono dell'esenzione dal pagamento, che invece finora non rientravano nella categoria dei debitori.
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