Gioco
La mia vita lottando con la "bestiaccia"
Ludovica Monarca
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NEL VIDEO. A sinistra: Anna Lisa Russo con il marito nel filmato. Sopra: il teatro Goldoni Al Goldoni il docu-film con il messaggio di Anna Lisa ragazza-coraggio
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LIVORNO. «Bisogna vivere e non sopravvivere». Il messaggio di Anna Lisa Russo, morta a soli 30 anni di tumore lo scorso 4 ottobre, riecheggia nel teatro Goldoni durante la serata organizzata in sua memoria. E' difficile non commuoversi guardando il video che racchiude parte della sua storia, il modo in cui i suoi occhi puntano dritto dentro telecamera. Può sembrare un frase banale, ma è proprio la normalità con cui Anna Lisa la pronuncia a scuotere l'animo. Non c'è giudizio, non c'è paura. E' così e basta: bisogna vivere e non sopravvivere. Anche quando una "bestiaccia" indesiderata (così chiamava il suo tumore) si è impossessata di te. «Nella vita, specialmente nel mio caso, non esiste un piano B - diceva Anna Lisa - Questa è la mia vita e io voglio viverla, non voglio rinunciare ad avere la mia normalità». La storia della giovane blogger aveva commosso tutti quando a Ferragosto aveva deciso di sposarsi, ora il suo messaggio servirà anche a promuovere il lavoro dell'associazione Cure Palliative attraverso il suo docu-film. Presentato ieri sera al Goldoni, il video "Lezione di vita. Grazie Anna Lisa", spiega in una trentina di minuti lo scopo e l'operato del reparto Cure Palliative e racconta, attraverso le sue parole e quelle di chi le è stato intorno, i mesi passati nel nostro ospedale. Alla proiezione-dibattito, organizzata lunedì sera al Goldoni c'erano tutti: suo marito Andrea, la madre Roberta, il presidente Miliano Mattei, la dottoressa suor Costanza Galli, la psicologa Andreini e la responsabile dei volontari Rosa Maria Santini. Non solo, a ricordare Anna Lisa c'erano anche Paolo Hendel e Umberto Vivaldi. Tutti insieme per sottolineare come la normalità per cui Anna Lisa aveva tanto lottato sia un diritto di tutti i malati. E' proprio lei, nel video, a spiegare come avere l'opportunità di entrare nel reparto Cure Palliative le abbia donato una quotidianità anche nella fase più critica della sua malattia: una stanza da arredare per renderla più simile a una casa, un letto matrimoniale dove dormire con suo marito, la possibilità di avere visite a qualsiasi ora e organizzare addirittura "cacciuccate" e pranzi con amici. «Una volta - ha raccontato Vivaldi - abbiamo cucinato una bistecca sulla griglia: il fumo era talmente tanto che abbiamo fatto scattare l'allarme dell'ospedale». Anna Lisa era così: irrefrenabile. Una paziente sui generis che non aveva paura di farsi dire la verità dai dottori con parole a volte dure, ma che aveva anche il coraggio di mantenere comunque vive una speranza. «Qui il paziente è al centro di tutto, - spiega Anna Lisa nel video - abbiamo l'opportunità di curarci, di avere un supporto psicologico per noi e per le nostre famiglie e portare avanti la nostra normalità». Difficile rimanere indifferenti davanti al suo racconto, impossibile dimenticarla per chi l'ha conosciuta. «L'essere umano cerca l'amore per tutta la vita - ha detto il marito Andrea - quando lo trovi e ti viene tolto così in fretta è difficile andare avanti». Il suo ricordo e il suo messaggio però rimangono, più forti di prima. A metà dicembre nascerà una associazione che ha già in programma il finanziamento di una borsa di studio per la ricerca contro la malattia di Anna Lisa, un carcinoma mammario, e la pubblicazione di un libro con i post del suo blog il cui ricavato andrà direttamente all'Associazione Cure Palliative. Per chi fosse interessato a saperne di più o a sostenere l'associazione, può trovare tutte le informazioni all'indirizzo www.curepalliativelivorno.it.
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