Il Tirreno

Livorno

Oggi i venti dipendenti in consiglio comunale, premono per la riqualificazione della Ceschina

«Caprilli ko, la colpa è del Comune»

Anna Cecchini
Sopra il Caprilli e a fianco i sindacalisti Grossi, Luongo De Santi e Tedeschi
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Sopra il Caprilli e a fianco i sindacalisti Grossi, Luongo De Santi e Tedeschi

La rabbia dei sindacati: «Obbligatorio mantenere tutti i posti di lavoro»

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LIVORNO. «La gestione pregressa della Labronica corse poteva essere più accorta, chi doveva controllare non ha controllato abbastanza. Ecco perchè adesso c'è questo problema di risorse». Parte così, con un'accusa diretta al Comune, lo sfogo dei lavoratori dell'ippodromo Caprilli. Parole pronunciate da Giuseppe Luongo, segretario Slc-Cgil, e condivise dalla Rsu dei venti lavoratori a tempo indeterminato. Gli stessi che stamani saranno in consiglio comunale per difendere il loro futuro, visto che è in programma la discussione della delibera con cui si dovrebbe accelerare la pubblicazione del bando per individuare il nuovo gestore dell'ippodromo.

Il fatto è che fino ad allora, ossia fino al momento in cui - forse la prossima primavera - un nuovo soggetto non avrà rilevato l'ippodromo i dipendenti della Labronica corse non sanno chi pagherà i loro stipendi. Soprattutto non sanno se questi stipendi verranno pagati. Perché Alfea lascerà la gestione temporanea del Caprilli il 15 dicembre. «Il sindaco ha la responsabilità - prosegue Umberto Tedeschi, della Rsu - del ritardo con cui è stata gestita la storia dell'ippodromo e del fatto che al 31 dicembre i lavoratori resteranno senza stipendio».  L'obbiettivo principale dei dipendenti e dei sindacati è il mantenimento dei venti posti di lavoro. Costi quel che costi. «Qualsiasi percorso venga intrapreso - dice Luongo - deve prevedere la ricollocazione certa di tutti i posti di lavoro». I sindacati fanno un esempio, tirando in ballo le aziende partecipate del Comune, dove una parte dei dipendenti della Labronica corse potrebbero essere temporaneamente (o definitivamente) impiegati. E rifiutano di essere ricollocati nella nuova agenzia di scommesse che subentrerà all'attuale dentro l'ippodromo. «È vergognoso che il Comune lo ipotizzi», dice Tedeschi.  «È da settembre che chiediamo incontri all'assessore Nebbiai - sottolinea Paolo De Santi, della Rsu - l'abbiamo ottenuto solo due giorni fa. Ora deve essere chiaro che nessun posto di lavoro va messo in dicussione».

Proprio in questo senso, secondo sindacati e lavoratori, ossia quello di creare occupazione, andrebbe il progetto di riqualificazione dell'area della Ceschina, a fianco dell'ippodromo, rispolverato anche nei giorni scorsi dal Comune. «I progetti si realizzano - polemizza Luongo, non è che compaiono e scompaiono. L'ippodromo non può vivere di sola ippica».

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