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Via Grande, polemica sulla luminara: paga un negozio su due
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Le luci tra i portici di via GrandeLa luminara? Ha aderito solo il 60 per cento dei commercianti
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LIVORNO. «La luminara? Ha aderito solo il 60 per cento dei commercianti. E a dire no sono state moltissime catene e negozi in franchising. È una vergogna». È un fiume in piena la nuova rappresentante del comitato di via Grande, Paola Nucci. La polemica è scoppiata alla vigilia del Natale quando, a conti fatti, 65 vetrine che si affacciano su via Grande e dintorni hanno detto sì alle tradizionali luci, mentre poco meno di 60 hanno detto no. Risultato: la luminara c'è (una pioggia di luci che collega i portici, con al centro una stella), ma a pagarla è stato il vicino. Colpa della crisi? «In qualche caso sicuramente - controbatte Nucci, che è anche consigliera del Pdl in circoscrizione 2 - ma a dire no sono state soprattutto catene e negozi in frinchising». «Fanno eccezione - chiarisce - realtà come Benetton e Zara. Ma i marchi francesi, ad esempio, hanno risposto tassativamente no: colpa della politica aziendale, al vertice». Tutte le realtà riunite del neocomitato sembrano avere aderito. «La prima ditta - racconta Nucci - ci aveva chiesto troppi soldi (200 euro a testa, più Iva). Così mi sono data da fare per trovarne un'altra. Se avessimo raggiunto le 100 adesioni avremmo pagato 100 euro. Ma niente: mezza via Grande ha detto no e per gli altri la quota è salita. Avremmo voluto organizzare altre iniziative, con musica e intrattenimento per bambini, ma non ci sono i presupposti». Va detto che tra quelli che hanno rifiutato ci sono anche gruppi bancari e botteghe orientali e botteghe storiche livornesi. Facendo qualche metro nel Pentagono arrivano i mercati. I cento ambulanti di via Buontalenti, rappresentati da Fabio Lazzeri, hanno tirato fuori fino a 9mila euro per l'illuminazione della facciata del Mercato Centrale: «È il massimo che potevamo fare senza l'aiuto di nessuno. Oggi togliere anche 100 euro a un commerciante è un problema, le difficoltà sono sotto gli occhi di tutti». Cifra simile per il Mercato coperto vestito a festa con tricolori e luci: ai venditori sono costate quasi 8mila euro. La luminara si è mangiata da sola tutte le risorse: salvo il concerto che sarà allestito da Comune e diocesi in cattedrale (17 dicembre), sarà un Natale all'insegna dell'austerity.
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