Il Tirreno

Livorno

Mai così in alto, mai così pessimisti

Mauro Zucchelli
<b>IN FABBRICA.</b> Operaio al lavoro
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IN FABBRICA. Operaio al lavoro

Livorno fra le 14 province dove si vive meglio ma i cittadini sono arrabbiati e insoddisfatti

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 LIVORNO. È proprio vero che i quattrini non fanno la felicità: la riprova è il balzo in avanti che, a dispetto della grandinata di indicatori economici negativi, la provincia di Livorno ha fatto nella classifica della qualità della vita, il check up che ormai da vent'anni il quotidiano confindustriale "Sole 24 Ore" fa per scovare dov'è che si vive meglio. Stavolta Livorno sale addirittura al 14º posto (su 107), migliorando di sei posizioni il già lusinghiero risultato dello scorso anno.  Siamo al terzo posto in una Toscana che brilla: Firenze è settima e Siena ottava (ma Pisa non va oltre il 42º posto e Lucca è al 27º).  Mai così in alto Livorno in questa "pagella" che nasce da una griglia di 36 parametri fra affari e tenore di vita, criminalità e tempo libero, stato dei servizi e standard civici.  Eppure, a sorpresa, i livornesi sono pessimisti: solo il 2,3% ritiene che le cose siano migliorate negli ultimi 2-3 anni. Quanto basta per farci precipitare giù alla classifica nazionale: solo due zone in Sardegna (Nuoro e Medio Campidano) più Siracusa vedono buio più di noi in tutta Italia.  Verrebbe però da dire che non si capisce il motivo di tutto questo mugugno. E non perché ci si immagini di vivere nell'"isola felice" del bel tempo che fu. Ok, ribaltiamo il luogocomune ed eccoci nell'"isola infelice": solo che l'atteggiamento soggettivo degli intervistati di fronte ai singoli problemi - l'équipe dei ricercatori lo chiama il "sentiment" - si esprime in modo forse ancor più sorprendente.  Vi aspettereste che l'incubo sia il lavoro che non c'è e invece, benché la disoccupazione picchi duro e il precariato sia diffuso, secondo le rilevazioni di Ipr Marketing, il problema del lavoro non assilla granché i livornesi. Comunque, non molto più dei cittadini di altre province: siamo a metà classifica, anzi addirittura al di sopra, solo il 38,3% degli interpellati nella nostra provincia ritiene «grave» il problema del lavoro. Meno che a Pavia, meno che a Prato o a Ferrara, appena più che a Modena.  E la delinquenza? I livornesi ritengono di vivere in un posto tranquillo: a malapena il 6,9% dice che è grave il problema della criminalità, siamo fra le 26 province che si sentono più al sicuro.  Non è però la prima volta che i ricercatori colgono questo mugugno come un rumore di fondo della gente della nostra città: già nel dossier dello scorso anno eravamo fra le 15 province a più alto tasso di insoddisfazione. E se torniamo al 2007 ecco che anche allora solo 4 realtà in tutto il Bel Paese mostravano il sommarsi di un così forte risentimento collettivo.  Come sempre, a tener alto il giudizio complessivo è il tempo libero: dalle statistiche degli anni addietro potevamo immaginare che saremmo di nuovo stati fra le 15-20 province dove più frequenti sono le occasioni di spettacolo e più alta è la spesa per i biglietti, dove più numerosi sono ristoranti e bar oppure le palestre, dove più diffusa è la pratica sportiva. Stavolta siamo anche diventati grandi lettori: una folla di livornesi si è infilata in libreria. L'avreste mai detto?

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