Gioco
Ippodromo nel caos i lavoratori chiedono maggiori certezze
Anna Cecchini
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L’ippodromo CaprilliTra i due mali scelgono quello minore, che secondo loro è la cassa integrazione. Perché li rende tutti uguali
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LIVORNO. Tra i due mali scelgono quello minore, che secondo loro è la cassa integrazione. Perché li rende tutti uguali. Sfortunati, ma uguali. I lavoratori dell'ippodromo Caprilli sono sul piede di guerra. Ieri mattina sono stati ricevuti dal sindaco Cosimi, che però non ha placato il loro disappunto. Semmai li ha agitati di più. Perché ormai è chiaro a tutti che il futuro dell'ippodromo - e dei suoi 20 lavoratori stabili e oltre 30 stagionali - è incerto. Un'incertezza che si concretizzerà in tutta la sua pesantezza dal 15 dicembre, quando la società pisana Alfea lascierà la gestione della struttura e i lavoratori non sapranno chi pagherà i loro stipendi. Il Comune ha promesso tempi brevissimi per la pubblicazione del bando e la successiva aggiudicazione della gestione. «Sarà in consiglio comunale mercoledì (domani, ndr) - assicura il primo cittadino - e di certo faremo una gara che dia il massimo della valutazione a chi assumerà il numero più alto di lavoratori». Non solo. Cosimi dice che il Comune vuole anche «costruire per il futuro». Viene subito in mente il progetto per la riqualificazione dell'area della Ceschina, attigua all'ippodromo. «Bisogna restituire quel parco ai cittadini e implementare la possibilità perché lì nascano nuove attività», precisa il sindaco. E quindi sorgano posti di lavoro. Ma questo è un futuro a lunga scadenza e per nulla certo. Poi c'è quello dei prossimi mesi. Che si prospetta pesante. Perché Alfea sta per andaresene e l'unica soluzione per salvare i posti di lavoro dentro al Caprilli, in attesa che un nuovo soggetto si aggiudichi la gestione della struttura, pare la cassa integrazione. In realtà durante la riunione di ieri ne sono emerse altre. Sembra infatti che entro dicembre, dei 25 lavoratori a tempo indeterminato, sei o sette potrebbero essere assunti da un nuovo soggetto che subentrerà alla Sani nel gestire l'agenzia scommesse dentro l'ippodromo. Gli altri dipendenti sarebbero comunque destinati alla cassa integrazione. Loro non ci stanno e promettono battaglia: «Assumere una parte del personale non è una prospettiva per il futuro, noi abbiamo tutti una professioanlità che va riconosciuta. Allora meglio la casa integrazione per tutti». I dipendenti si riservano comunque di rendere note le loro posizioni ufficiali solo a seguito di un'assemblea che hanno convocato d'urgenza per ieri sera. Intanto Sel, dopo che il sindaco ha portato in giunta il rapporto sull'area della Ceschina, conferma che potrebbe mettersi di traverso all'operazione.
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