Gioco
Visite a pagamento prenotate col 199, un utente protesta
Gianni Parrini
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Riccardo Garofoli, mostra la ricevuta del bonifico 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Consulta il sito dell'Asl6 per prenotare una visita in libera professione e scopre che il numero da chiamare è un 199, prefisso che indica un servizio a pagamento. Così decide di saldare il conto per il consulto medico tramite bonifico, decurtando 1,20 euro per il recupero delle spese della telefonata. Protagonista della vicenda è Riccardo Garofoli, 55enne livornese che con questa singolare iniziativa intraprende una battaglia contro l'azienda sanitaria. «Lunedì scorso ho prenotato una visita a pagamento per un mio familiare - racconta Garofoli - e consultando il sito dell'Asl ho scoperto che era necessario comporre un 199, un numero a pagamento simile a quelli che si utilizzano per le telefonate erotiche o per parlare con le cartomanti». Garofoli ha protestato con alcuni dipendenti dell'Asl i quali gli hanno spiegato che il ricavato viene utilizzato per pagare il servizio di segreteria dei medici che svolgono la libera professione intra moenia. «Ma il giorno successivo - prosegue Garofoli - parlando con il medico che ha condotto la visita ho saputo che l'Asl6 trattiene già una robusta percentuale sulla parcella per l'affitto dell'ambulatorio e le spese connesse. In pratica anche i medici sono contrari. Inoltre, non mi risulta che altre Asl facciano pagare le prenotazioni». Garofoli, quindi, ha deciso di non versare il costo della telefonata ma la cosa non si è rivelata semplice. «Si può saldare agli sportelli, alle macchinette, o in altri modi ancora - spiega - Ma è necessario versare l'intera cifra: visita più telefonata». Il 55enne livornese non si è perso d'animo: è riuscito a recuperare il codice Iban dell'Asl e ha fatto un bonifico telematico intestato all'azienda trattenendo 1,20 euro (costo della telefonata) e un altro euro per le commissioni bancarie. «Non è giusto che i cittadini paghino le prenotazioni - conclude Garofoli - Un cosa simile non può passare sotto silenzio, pertanto li invito a ribellarsi».
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