Gioco
Livorno-Verona, doppia suspenseSegui la diretta a partire dalle 15
Classifica alla mano, la priorità del Livorno dovrà essere quella di conquistare i tre punti
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Inutile girarci attorno: non è una partita come le altre. E questo è bene che i giocatori lo abbiano chiaro in mente quando alle 15 usciranno dal sottopassaggio. Perché se i tifosi hanno regalato applausi anche dopo la beffa col Gubbio, se bene o male hanno digerito i tonfi con Nocerina e Ascoli, stavolta proprio non sopporterebbero una sconfitta. Di fronte c’è il Verona, c’è Mandorlini, c’è un frullato insomma di ciò che rappresenta la vera rivalità per chi da anni soffre per la maglia amaranto.
Momento peggiore per questo scontro non poteva esserci. Noi in crisi di astinenza, 1 punto nelle ultime 3 partite, 5 nelle ultime 8. Loro che viaggiano come il Real Madrid: 6 vittorie consecutive, 7 se aggiungiamo quella di martedì in Coppa Italia. Non sono una squadra di fenomeni, anzi, ma hanno trovato la chimica e volano sulle ali dell’entusiasmo. Ecco, partiamo proprio da questo concetto. Non sono dei fenomeni ma hanno entusiasmo. Il Real Madrid (dei fenomeni) non si ferma. Il Verona (dell’entusiasmo) si può fermare. Come? Semplice: giocando una partita esattamente opposta rispetto a quella vista con l’Ascoli. E non parliamo di tecnica o tattica, ma semplicemente di testa.
Oggi bisogna ringhiare, mordere, azzannare. Si può sbagliare un passaggio, non si deve arrivare secondi sul pallone. Si può fallire un cross, non si deve tirare indietro la gamba. Rivogliamo insomma il Livorno di inizio stagione. Quello giovane e grintoso che aveva ricevuto l’apertura di credito da parte dei tifosi. Novellino ha deciso di giocarsela con un Livorno molto quadrato a centrocampo, un reparto che in pratica sarà a 5. È qui che vuole conquistare la superiorità.
Senza Dionisi si annuncia un sabato duro per Paulinho, che rischia di finire nella morsa di Maietta e Mareco, anche se per la prima volta avrà sugli esterni due elementi (Bigazzi e Rampi) che potrebbero regalargli cross ghiotti. Ma è evidente, formazione alla mano, che si è puntato su un centrocampo muscoloso perché il primo obiettivo è non prenderle: il che, lo diciamo in tutta onestà, ci può anche stare. Non prima di aver dato battaglia al Verona. E senza un attimo di tregua. Come chiedono i tifosi.
Momento peggiore per questo scontro non poteva esserci. Noi in crisi di astinenza, 1 punto nelle ultime 3 partite, 5 nelle ultime 8. Loro che viaggiano come il Real Madrid: 6 vittorie consecutive, 7 se aggiungiamo quella di martedì in Coppa Italia. Non sono una squadra di fenomeni, anzi, ma hanno trovato la chimica e volano sulle ali dell’entusiasmo. Ecco, partiamo proprio da questo concetto. Non sono dei fenomeni ma hanno entusiasmo. Il Real Madrid (dei fenomeni) non si ferma. Il Verona (dell’entusiasmo) si può fermare. Come? Semplice: giocando una partita esattamente opposta rispetto a quella vista con l’Ascoli. E non parliamo di tecnica o tattica, ma semplicemente di testa.
Oggi bisogna ringhiare, mordere, azzannare. Si può sbagliare un passaggio, non si deve arrivare secondi sul pallone. Si può fallire un cross, non si deve tirare indietro la gamba. Rivogliamo insomma il Livorno di inizio stagione. Quello giovane e grintoso che aveva ricevuto l’apertura di credito da parte dei tifosi. Novellino ha deciso di giocarsela con un Livorno molto quadrato a centrocampo, un reparto che in pratica sarà a 5. È qui che vuole conquistare la superiorità.
Senza Dionisi si annuncia un sabato duro per Paulinho, che rischia di finire nella morsa di Maietta e Mareco, anche se per la prima volta avrà sugli esterni due elementi (Bigazzi e Rampi) che potrebbero regalargli cross ghiotti. Ma è evidente, formazione alla mano, che si è puntato su un centrocampo muscoloso perché il primo obiettivo è non prenderle: il che, lo diciamo in tutta onestà, ci può anche stare. Non prima di aver dato battaglia al Verona. E senza un attimo di tregua. Come chiedono i tifosi.
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