Gioco
La Provincia celebra Lugetti e Razzauti
Mar.Co.
I due cattolici livornesi ricordati nel centenario della nascita
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LIVORNO. Una sala della Provincia gremita ha ricordato, nel centenario della nascita, Dino Lugetti e Mario Razzauti, due cattolici che hanno fatto la storia del '900 livornese, fra politica e sport. Un destino curioso li volle amici ed entrambi provenienti da San Jacopo. «Loro devono essere le nostre radici», esorta il vescovo Simone Giusti: «Non rispettare le proprie radici e le proprie tradizioni significa non sapere qual è il nostro presente e quale sarà il nostro futuro. Poter annoverare figure che hanno lasciato un'impronta così importante ci deve indurre a continuare nel solco che hanno tracciato». Alla riflessione di Giusti si affianca anche Giorgio Kutufà, presidente della Provincia. «Dino e Mario - spiega - ci insegnano che lavorare con punti di vista diversi è possibile purché nell'ottica di un bene comune». Lugetti e Razzauti furono personalità legate indissolubilmente al mondo cattolico, ma anche figure politiche: non si piegarono al fascismo e si impegnarono per la ricostruzione della città, come ha ricordato Kutufà, riferendosi alla realizzazione del quartiere La Rosa, avviata proprio da Lugetti. L'assessore Paola Bernardo, livornese d'adozione, dice di aver «imparato a conoscere la storia di questa città soprattutto attraverso la memoria di figure come Mario Razzauti e Dino Lugetti». Una testimonianza di coerenza, passione civica e amore cristiano che è stata ripercorsa nei dettagli grazie alla ricostruzione di Andrea Zargani, diacono e storico. Zargani, che ha maturato con Lugetti e Razzauti l'esperienza della Azione Cattolica, ha ripercorso la vita di questi due personaggi unici: dall'infanzia all'orrore del fascismo, passando per scorci di vita vissuta nella Livorno di una volta riportando alla mente ricordi e strappato qualche sorriso.
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