Gioco
«In questa città non si riesce più a lavorare A Pisa è un'altra storia»
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Paolo Bellabarba al Limoncino prima del sequestro Bellabarba mette dieci dipendenti in cassa integrazione «La discarica? Il sindaco gioca per lo 0-0, io per i tre punti»
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LIVORNO. «Al di là dello Scolmatore le amministrazioni si danno da fare per risolvere i problemi delle aziende: qui c'è una latitanza spaventosa e non si riesce più a lavorare». Due giorni fa i titolari della società Bellabarba - la stessa che ha investito nella realizzazione della discarica al Limoncino - hanno parlato con i vertici dell'associazione degli industriali e con i sindacati. «Tra pochi giorni - conferma Paolo Bellabarba - attiveremo la cassa integrazione straordinaria per dieci dipendenti. A imprese edili come la nostra capita di attivare la cassa ordinaria nei periodi di pioggia. Ma ora abbiamo chiesto quella straordinaria». «Continuiamo a sostenere costi importanti - aggiunge - finché riuscivamo ad ammortizzare su altri cantieri non c'erano problemi, ma si stanno esaurendo». La società è la stessa che a fine 2006 ha chiesto alla Provincia di trasformare la cava del monte La Poggia (sequestrata il 20 ottobre, prima del via) in una discarica di speciali, a basso contenuto organico. A Livorno, fino a quel momento, è legata soprattutto al mattone. Si occupano delle urbanizzazioni di quartieri interi, come Salviano 2: quando l'espansione urbanistica frena «abbiamo cercato di diversificare le attività». Tradotto: recupero e rifiuti. Ma invece del business arrivano le grane. Fino al sequestro. Il 2 novembre la società ha deciso di rinunciare al riesame e si è affidata a un pool di esperti che fanno capo allo studio Boeri di La Spezia e al professor Cossu dell'Università di Padova. Perché a supportare la decisione della Procura non ci sono cavilli amministrativi, ma un dossier che porta la firma del Cnr di Pisa e che dice che sul monte La Poggia una discarica non ci può proprio stare. «Entro Natale - riferisce Bellabarba - dovremmo riuscire a depositare la nostra contro-relazione». Nel frattempo l'imprenditore ha incontrato i rappresentanti delle amministrazioni locali, primo fra tutti il sindaco. Ma il clima non è dei migliori. «Dico solo che lui gioca per lo 0-0, io sono un imprenditore e ho bisogno dei tre punti». «Siamo legati a Livorno e non ce ne andremo - chiarisce - ma se ti confronti con altre realtà ti accorgi che qui ci sono troppe approssimazioni, ritardi. Per la discarica siamo già alla quarta progettazione, nonostante sia stata autorizzata dalla Provincia da tempo». «Oltre lo Scolmatore - chiude - le amministrazione cercano di risolvere i problemi delle aziende, qui latitano. E non si riesce più a lavorare».
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