Il Tirreno

Livorno

In casa un bazar di merce rubata

Federico Lazzotti
<b>INDAGINE.</b> Da parte dei carabinieri
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INDAGINE. Da parte dei carabinieri

L'inquilina presa con due profumi alla Coin. «Batterie di ladri nei negozi»

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 LIVORNO. Ladri come formiche che vogliono nascondere un pezzo di pane per rivenderlo: ognuna ruba una briciola, se la mette in tasca e la porta dentro al formicaio. È questo il sistema che si nasconderebbe dietro alla scoperta di un bazar della merce rubata trovato dai carabinieri in un appartamento di Borgo Cappuccini.  Nascosti sotto i letti, dentro armadi e comò i militari hanno scovato centinaia di oggetti rubati: decine di deodoranti, bagnoschiuma, saponi, profumi e confezioni ancora imballate di caffé; ma anche lampadine, telefoni cellulari, vestiti, bibite, tavolette di cioccolata e cioccolatini, trapani, pile, scarpe e succhi di frutta. Una stima? «Circa settemila euro di roba», spiegano gli investigatori.  Dai primi accertamenti la merce sarebbe stata rubata nelle ultime settimane in diversi grandi magazzini della città. «Dai riscontri che abbiamo eseguito - spiega chi sta eseguendo le indagini - i colpi sarebbero stati messi a segno da Zara e Coin, alla Upim e da Le Roy Merlin ma chi ha subito furti può venire a verificare se la merce è tra quella recuperata».  Nei guai, almeno per il momento, sono finiti i tre inquilini dell'appartamento - due uomini e una donna - accusati (i primi due) di ricettazione e furto. Ma adesso gli investigatori stanno lavorando per ricostruire il sistema che sta alle spalle di questo market abusivo. A portare i carabinieri nell'appartamento di Borgo è stata una ragazza di 21 anni, al quinto mese di gravidanza, pizzicata giovedì pomeriggio a rubare nel reparto profumi della Coin di piazza Attias.  «Girava intorno agli espositori - hanno raccontato i testimoni - poi si è messa in tasca qualcosa e ha cercato di uscire». Ad aspettarla fuori, oltre a due vigilantes, c'era anche una macchina dei carabinieri. In tasca della ventunenne di origine romena sono stati trovati due profumi per un valore complessivo di 80 euro che molto probabilmente sarebbero stati rivenduti nelle ore successive nell'appartamento di Borgo. «Di casi simili - raccontano i carabinieri - ogni giorno ce ne sono a decine». Sempre piccoli furtarelli, come quello di venerdì scorso dove all'Ipercoop un trentatrenne era stato pizzicato con una bottiglia di Sabuca. Oppure i taccheggi che ogni giorno vengono scoperti dal servizio di vigilanza nei vari negozi. «Molto spesso - spiegano gli investigatori - gli autori di questi furti se vengono scoperti non vengono nemmeno denunciati perché il valore della merce è talmente basso che basta una tirata d'orecchi». Ma altrettanto spesso - è la convinzione di chi indaga - questi colpi vanno a buon fine e creano una montagna di merce. Dove finisce? Una risposta l'hanno trovata i carabinieri giovedì pomeriggio perquisendo la casa nella quale viveno i tre, uno dei quali con precedenti per furto. L'ipotesi degli investigatori è che dietro al bazar ci sia un sistema capace di allestire un mercato parallelo della merce rubata, rivenduta poi sottocosto ad un ristretto numero di clienti. Come costruirlo? Mandando nei grandi magazzini batterie di ladri come si trattasse di formiche capaci di rubare ogni volta piccoli oggetti. Anche perché quando vengano beccati non rischiano di essere arrestati. Ma se il colpo va a buon fine la formica porta il proprio pezzo a disposizione del bazar.

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