Il Tirreno

Livorno

«Così ci hanno ingabbiato»

Giorgio Carlini
«Così ci hanno ingabbiato»

Piazza Cavour, in cento scrivono al sindaco

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 LIVORNO. «Tra un po' in città ci saranno più transenne che persone». La battuta, che nasconde rabbia e malcontento, salta fuori da un passante in via Maggi. Ma sono in parecchi a protestare contro la chiusura di piazza Cavour e l'indefinito transennamento degli scali Olandesi. Residenti, commercianti e passanti hanno raccolto più di cento firme indirizzate al Comune: «Così ci hanno ingabbiato».  La prima questione che fa discutere è l'ormai nota situazione degli scali Olandesi, chiusi da cinque mesi per la chiesa a rischio crollo. Si è parlato di fondazioni, di rimozione di pinnacoli e capitelli, di riaperture. Risultato: la strada è ancora off-limits ed è impossibile pronosticarne la riapertura.  A questo si aggiungono le transenne in metallo, comparse a fine ottobre per impedire l'accesso ai veicoli in piazza Cavour (pedonale). Ma a fronte di un problema risolto, lo sbarramento crea nuovi inconvenienti. Insomma: barriere da una parte, barriere dall'altra. I frequentatori del centro insorgono, inviando una lettera di protesta, con un centinaio di firme, al sindaco Alessandro Cosimi e all'assessore alla mobilità Maurizio Bettini. Una critica decisa, sottoscritta da commercianti e residenti.  «Sono state disattese le promesse fatte in sede elettorale dal sindaco - si legge nel documento - i provvedimenti porteranno a un ulteriore isolamento del centro». Crticano le transenne in via Maggi perché «impediscono l'intervento dei mezzi di emergenza nelle strade vicine». Inoltre, lo sbarramento impedisce sì il passaggio di mezzi in area pedonale, ma complica terribilmente la vita ai portatori di handicap, ai ciclisti, a chi transita con un passeggino (non ci sono scivoli per salire sui marciapiedi).  Sul posto i toni sono, se possibile, più duri di quelli scritti. «Si parla tanto di smog - interviene Francesca della pasticceria Gnesi - e poi si divide in due la città. È peggio attraversare la piazza con lo scooter spento portato a spinta, o fare chilometri su chilometri congestionando il traffico?». «Per la chiesa degli Olandesi - incalza Claudio Gnesi - chi deve pagare? La congregazione che non ha soldi? La fondazione che non c'è? E allora cosa si fa, si lascia tutto così?».  «Il sindaco non ha mantenuto gli impegni - ricorda Antonio Santerini, titolare dell'omonima concessionaria - L'amministrazione governa da anni senza rispettare il mandato. Avevano garantito la riapertura della piazza e fanno l'esatto contrario».  Paola Pardera, proprietaria dell'edicola all'angolo di piazza Cavour, il mese scorso è stata rapinata: «Non so se sarebbe accaduto comunque, sta di fatto che qui adesso c'è meno movimento, in alcune ore il centro è isolato e i malviventi si sentono più riparati. Ci sono stati scippi e furti. Con le transenne i ladri si dileguano a piedi e le forze dell'ordine hanno difficoltà a inseguirli».

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