Sesport chiede i danni al Comune
L.L.
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Limpianto di Colle visto dallesterno Il tribunale accorda una perizia indipendente
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COLLESALVETTI. Sesport, la società a cui il Comune di Colle aveva affidato i lavori per la costruzione delle piscine, ha chiesto i danni alla stessa amministrazione. Una storia di amore e odio infinita, quella tra il pubblico e il privato, che ruota tutta attorno all'ormai famoso impianto sportivo. Una storia che rimbalza dal tribunale penale a quello civile. Dopo la chiusura delle piscine per problemi economici, nell'aprile 2009, i rapporti tra Sesport e amministrazione si guastano definitivamente quando nel dicembre dello stesso anno la Giunta guidata dal sindaco Lorenzo Bacci fa decadere la convezione con Sesport perché, a suo avviso, la società non ha mantenuto fede agli impegni presi. La struttura sarebbe deficitaria di diverse parti, rimaste incomplete, e non sarebbe quindi stata costruita a regola d'arte. Poco dopo, nel gennaio 2010, Sesport riconsegna l'area delle piscine al Comune. L'amministrazione comunale decide di fare una perizia tecnica sull'impianto per dimostrare che la struttura costruito non corrisponde alle aspettative ed è deficitaria rispetto alla somma finanziata dalla fidejussione (con garanzia pubblica), ovvero 4 milioni di euro. I tecnici dell'aministrazione accertano che il valore della Cittadella dello sport sarebbe di 2.5 milioni, uno e mezzo in meno rispetto ai soldi erogati. Ma la Sesport non ci sta. E così, assistita dall'avvocato Luciano Barsotti, decide di fare causa al Comune presso il tribunale civile. Lo scopo del contenzioso è dimostrare che invece i lavori sono stati eseguiti con meticolosità e che il valore dell'impianto sportivo è ben superiore alla stima fatta dal Comune. Per questo l'avvocato Barsotti avanza al giudice civile la richiesta di una perizia d'ufficio, che viene accordata dal tribunale nel dicembre 2010. «È ritenuto necessario - scrive la giudice Silvia Barison - disporre una consulenza tecnica al fine di determinare le opere effettivamente realizzate per il loro valore e di stabilire i costi sostenuti e da sostenere per la loro ultimazione» alla luce della convenzione. Come sottolinea Barsotti, solo la valutazione oggettiva potrà stabilire il valore del bene, tuttavia la stima fatta dalla Sesport parla di 5 milioni 772.576,30. Nel gennaio 2011 Sesport fallisce e subentra il curatore fallimentare Raffaele Carpano. Nasce così una nuova causa civile tra Comune e Sesport riguardo il fallimento. Intanto il curatore, con l'assistenza legale di Barsotti, decide di portare avanti la causa civile e quindi la perizia tecnica d'ufficio sull'impianto. La data potrebbe essere fissata nei prossimi giorni. Il 15 dicembre ci sarà la prossima udienza.
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