Il Tirreno

Livorno

Il pescatore: volevo venderli. Multa di 6mila euro

Quattrocento ricci di mare sequestrati dalla Capitaneria

<b>ABUSIVI.</b> I ricci sequestrati dalla Capitaneria di porto
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ABUSIVI. I ricci sequestrati dalla Capitaneria di porto

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 LIVORNO. Quattrocento ricci di mare sequestrati dalla Capitaneria di porto perché pescati illegalmente da un abusivo. Nei guai un livornese di 59 anni che poi li avrebbe commercializzati (se ne possono prendere massimo 50). In scooter, con in sella un sacco di iuta è stato bloccato dagli uomini della Guardia costiera, insospettiti perché il sacco, bagnato per mantenere in vita i ricci, colava acqua. Ai militari il pescatore ha confessato di aver preso i ricci e di volerli vendere.  La Capitaneria quindi ha fatto al 59enne un verbale di 2.000 euro mentre i ricci, una volta sequestrati, sono stati liberati in mare grazie ad una motovedetta. «Si è evitato, così - sottolinea la Capitaneria - che un prodotto di origine non conosciuta e non controllato igienicamente finisse sulle tavole dell'ignaro consumatore. Ecco le sanzioni previste dalla legge per chi pesca i ricci di mare. Pesca/detenzione/trasporto/vendita di ricci di mare in periodo non consentito (maggio e giugno): sanzione fino a 6.000 euro e sequestro; commercializzazione di prodotto proveniente dalla pesca non professionale: fino a 6.000 euro e sequestro; pesca di ricci sotto la taglia minima consentita (7 cm): ammenda fino a 3.000 euro ed arresto fino ad un anno e sequestro; pesca sportiva di ricci di mare in quantità superiore a 50 esemplari giornalieri: fino a 6.000 euro e sequestro; commercializzazione di prodotti privi di tracciabilità: fino a 3.500 euro e sequestro facoltativo.

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