Toscana
Ippodromo a rischio chiusura
Caprilli, sfuma il bando odissea per i dipendenti
Valeria Cappelletti
◗
I dipendenti della Labronica 3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Nessun bando di gara per affidare la gestione dell'Ippodromo Caprilli e nessun segnale da parte dell'amministrazione comunale per accelerarne l'uscita. Una doccia fredda per il futuro dei lavoratori della struttura. Quando la società pisana Alfea lascerà la gestione, il 15 dicembre, per i dipendenti potrebbe scattare la cassa integrazione, almeno fino a quando l'impianto non sarà affidato. L'amministrazione a fine anno avrebbe dovuto presentare un nuovo bando di gara per l'affidamento della gestione della struttura di viale Italia. Il problema è che il bando non solo non esiste, ma il Comune non ha dato segnali di una imminente uscita. La notizia arriva nel corso del dibattito che si è svolto ieri in commissione. Presenti Valter Nebbiai (assessore alle risorse economiche e finanziarie), Mauro Grassi (assessore alla valorizzazione del territorio e dell'ambiente) e Fabrizio Giusti (amministratore unico della Labronica Corse). La notizia della mancanza di un bando ha sollevato molte polemiche tra i consiglieri. Per Bruno Tamburini (Pdl): «L'amministrazione sta facendo un danno enorme all'ippodromo, state facendo pagare la vostra incapacità ai lavoratori». C'è da chiedersi cosa succederà se il bando di gara dovesse uscire a maggio, giugno prossimi: chi si occuperà della struttura? Ma a creare scompiglio è anche un punto della delibera che indica le linee di indirizzo per l'affidamento. In questo punto si afferma «l'impegno volto a tutelare il personale in carico alla Labronica Corse anche attraverso una riorganizzazione funzionale finalizzata all'equilibrio della gestione aziendale». «Un punto non chiaro - dice Lamberto Giannini (Sel) - sembra quasi che si intenda che verranno mantenuti solo quei lavoratori utili alla gestione dell'azienda». Un aspetto questo, condiviso da tutti gli altri consiglieri che hanno chiesto una modifica del documento che però, per il momento, non è arrivata. Cosa succederà ai lavoratori con la nuova assegnazione? Se lo chiedono i dipendenti e se lo chiede Umberto Tedeschi, della Rsu. Altra nota dolente è cosa fare dell'Ippodromo per rivitalizzarlo, dato che come è stato sottolineato da Nebbiai: «Le sole corse di cavalli rendono la struttura poco appetibile per le società che vorrebbero gestirla». Grassi fa sapere che il prima possibile sarà aperto un bando che coinvolgerà i cittadini: «Per realizzare strutture ricettive all'interno dell'area dell'ippodromo che sconvolgano il meno possibile il territorio ma che siano portatrici di nuovi posti di lavoro. Vogliamo aprire il parco della Ceschina». Un'idea condivisa da Marcella Amadio (Pdl), che però precisa: «Bene, se il progetto è di costruire strutture ricettive per attirare cittadini,, ma che non sia un pretesto per cementificare l'area e crearci case, perché a Livorno, quando non si sa cosa fare di una zona ci si costruisce». Marco Cannito (Città Diversa) sottolinea come sia dal 2005 che si parla di valorizzazione, ma niente è cambiato: «Venga redatto un documento che oltre a indicare i passaggi per salvaguardare l'area stabilisca un cronoprogramma».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
