Il Tirreno

Livorno

«Attenzione al fiorire dei Compro Oro»

Martina Corirossi

In commissione consiliare le strategie anti-riciclaggio e usura

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 LIVORNO. Nel 2005 si contavano sulle dita di una mano mentre oggi si raggiungono i 32 punti vendita solo a Livorno. I negozi Compro Oro, quelli che acquistano e vendono oro e preziosi usati, sono quintuplicati nel giro di pochi anni. Complice la crisi economia e l'impennata dei prezzi dell'oro, sono sempre di più le famiglie che cedono i propri oggetti di valore per racimolare un po' di contante.  Ma i Compro Oro qualche volta sono collegati ad attività illecite. Visto il loro proliferare, la sesta commissione consiliare si è riunita per analizzare la situazione cittadina. «Le procedure amministrative per l'apertura di un punto vendita sono snelle - spiega Andrea Romano (Idv) - basta essere incensurati, avere una partita Iva e un paio di autorizzazioni».  Le autorizzazioni da parte dell'Ufficio Italiano dei Cambi non sono necessarie. «In questo modo - interviene Andrea Zironi, presidente di Anopo, associazione nazionale operatori professionali in oro - anche chi è alla prima esperienza si può affacciare in questo settore». I Compro Oro possono diventare un habitat confortevole per attività malavitose, riciclaggio e usura. «Nonostante non siano autorizzati - aggiunge Zironi - alcuni i proprietari si prestano illecitamente a tenere in pegno preziosi e oggetti di valore».  A seguito di queste riflessioni, la commissione ha deciso all'unanimità di attivare una rete di controllo per monitorare la situazione e di organizzare attività di informazione ai clienti.  Su richiesta di Gianfranco Lamberti (Confronto) e Marcella Amadio (Pdl) sarà convocata una seduta congiunta delle commissioni Vivibilità urbana ed Economia e lavoro con l'intervento del sindaco e dei responsabili delle forze dell'ordine.

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